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Lunedì, 17 Giugno 2024
Il corteo / Moldavia

Così Mosca cavalca l'opposizione in Moldavia: "Vogliamo far parte della Russia"

In migliaia a Chisinau hanno protestato contro l'aumento del costo della vita. Alle loro spalle il partito filorusso Shor e l'oligarca vicino a Putin

Migliaia di cittadini moldavi sono scesi in piazza domenica a Chisinau, la capitale del Paese, per protestare contro il governo, accusato di aver causato un'inflazione galoppante in seguito alla scelta di staccarsi dall'influenza (e dal gas) della Russia per accelerare il percorso di avvicinamento all'Unione europea e più in generale all'Occidente. Una protesta che, secondo i vertici della Moldavia, sarebbe in realtà un tentativo di destabilizzare il Paese promosso dal Cremlino con il sostegno di oligarchi filorussi, tra cui Ilan Shor, capo dell'omonimo partito che ha indetto la manifestazione. 

Secondo la Bbc, durante il corteo si sarebbero innalzati numerosi cori contro il governo di Dorin Recean, insediatosi appena lo scorso giovedì dopo le dimissioni dell’ex primo ministro, Natalia Gavrilita, accusata di non essere in grado di rispondere ai bisogni della popolazione, che deve fare i conti con carenze nelle scorte alimentari e con bollette energetiche alle stelle. “Siamo lo zimbello dell’Europa - dice Ala, un’anziana manifestante - Ci sono famiglie con quattro o cinque figli che non hanno nulla da mangiare. Quando abbiamo eletto questo governo ci sono stati promessi degli aumenti su stipendi e pensioni, ma finora non abbiamo visto un centesimo”.

La protesta è stata organizzata dal partito filorusso Shor, da tempo impegnato in una campagna di delegittimazione della presidentessa Maia Sandu, autrice dell’avvicinamento di Chisinau alle istituzioni europee. Lo stesso partito avrebbe finanziato lo spostamento dei manifestanti organizzando la partenza di centinaia di pullman da numerose località moldave per facilitare la partecipazione alla protesta. Non è la prima volta: tra agosto e settembre 2022 erano stati molteplici i cortei pianificati da Shor per manifestare il dissenso verso le scelte di Chisinau, ma in questa occasione l’afflusso di persone è stato decisamente più elevato.

La manifestazione era stata anticipata da turbolenze del governo, con il passaggio di consegne da Gavrilita e Recean, avvenuto all'indomani di una visita lampo a Bruxelles della prima. Già Gravilita, in quell'occasione, aveva avvertito i leader Ue del tentativo della Russia di voler destabilizzare il Paese attraverso politici e imprenditori vicini al Cremlino. Un'accusa ribadita in queste ore da Chisinau: "Per noi è molto importante che l'Ue ci aiuti a sanzionare quegli oligarchi e quei politici corrotti che, insieme alla Russia, stanno cercando di destabilizzare il Paese. Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno già adottato sanzioni contro alcuni di questi individui ed è importante che anche l'Ue lo faccia", ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri moldavo, Nicu Popescu, arrivando a Bruxelles per incontrare i colleghi dell'Ue. "Per noi è una priorità rendere più sicuri il nostro spazio aereo e la nostra società con attrezzature di sorveglianza e di difesa aerea", ha aggiunto il ministro, ricordando la violazione dello spazio aereo da parte di missili russi avvenuta negli scorsi giorni.

"È chiaro che la Russia sia uno Stato aggressore", ha dichiarato alla Bbc Rosian Vasiloi, capo della polizia di frontiera moldava. "La minaccia esiste sin dal primo giorno del conflitto russo-ucraino, solo che oggi quella minaccia è diversa perché è alimentata sia dall’esterno che dall’interno del Paese", ha aggiunto. Il Cremlino ha risposto alle accuse smentendo qualsiasi coinvolgimento nelle proteste, e contro accusando il governo di Chisinau di voler agitare lo spettro russo per mascherare i propri fallimenti sociali ed economici. La linea dei filo-Mosca, del resto, è di negare qualsiasi volontà dell'opposizione di staccare il filo sempre più stretto tra Chisinau e Bruxelles. Marina Tauber, segretaria generale del partito di Shor, ha spiegato che il legame con l’Ue noon è in discussione: "Lo scopo è mantenere buoni rapporti con tutte le parti”, ha aggiunto.

La crisi in Moldavia è stata innescata lo scorso autunno dal taglio delle forniture energetiche provenienti dalla Russia, avvenuta in contemporanea con la decisione di Bruxelles di concedere a Chisinau lo stesso status dell'Ucraina, ossia di candidata all'adesione nell'Ue. Il taglio delle forniture di gas russo ha provocato una forte pressione sui risparmi delle famiglie moldave, amplificando esponenzialmente il disappunto di ampi strati della popolazione. Questo ha dato fiato alle forze più vicine a Mosca. "Qui non abbiamo paura di un intervento russo, se Mosca lo volesse davvero, prenderebbe il nostro Paese in mezza giornata", ha detto Iurie Berenchi, uomo vicino a Shor. A mio parere con la Russia staremmo molto meglio di adesso", ha detto alla Bbc una manifestante durante il corteo di domenica. 

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