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Domenica, 26 Maggio 2024
EGITTO / Egitto

Morsi rigetta l'ultimatum dell'esercito: "Sono il garante della pace sociale"

Almeno 16 persone sono rimaste uccise in tutto il paese dall'inizio delle manifestazioni di protesta contro la presidenza egiziana

La presidenza egiziana ha respinto oggi l'ultimatum dell'esercito, che concedeva 48 ore al capo dello Stato Mohamed Morsi per soddisfare "le richieste del popolo". Affermando che "l'Egitto non permetterà assolutamente alcun ritorno al passato, qualunque siano le circostanze", Morsi si è detto garante della "riconciliazione nazionale" e della "pace sociale".

In un messaggio trasmesso in diretta televisiva, il comando militare aveva annunciato ieri che "se le rivendicazioni del popolo non fossero state soddisfatte in questo arco di tempo" di 48 ore "le forze armate avrebbero annunciato una road map e delle misure per poterla mettere in opera".

Intanto anche l'opposizione egiziana, rimasta in piazza Tahrir al Cairo anche questa notte, aveva concesso ieri al presidnete Morsi un ultimatum di 24 ore per lasciare il potere: in caso contrario, dalle 17 oggi di oggi, è stata annunciata una grande campagna di disobbedienza civile.

Almeno 16 persone sono rimaste uccise in tutto il paese dall'inizio delle manifestazioni di protesta contro la presidenza egiziana, secondo i dati forniti dal ministero della Sanità. Migliaia le persone ferite.

Il ministro degli Esteri egiziano Kamel Amr ha rassegnato le sue dimissioni, unendosi ai quattro colleghi del governo del Cairo che avevano già rimesso il loro mandato nella giornata di ieri: lo riferiscono media ufficiali locali.

LE PREOCCUPAZIONI DI OBAMA - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha telefonato al suo omologo egiziano Mohamed Morsi per esprimere la "preoccupazione" statunitense per la situazione politica in Egitto: lo hanno riferito fonti ufficiali della Casa Bianca.
Obama ha telefonato a Morsi dalla Tanzania, dove si trova in visita ed ha confermato al capo dello Stato egiziano che Washington resta impegnata per "il processo democratico in Egitto e non sostiene alcun partito o gruppo".

Nel suo colloquio telefonico con Mohamed Morsi, Obama "ha sottolineato che la democrazia non si limita alle elezioni". "Si tratta anche di fare in modo che la voce di tutti gli egiziani siano ascoltate e rappresentate dal loro governo, comprese quelle di numerosi egiziani che manifestano in tutto il paese", ha detto Obama, secondo quanto confermato dalla Casa Bianca.
Il presidente degli Stati Uniti, inoltre, ha incoraggiato l'omologo egiziano "a prendere misure per mostrare la volontà di rispondere alle inquietudini dei manifestanti". Obama ha sottolineato che "la crisi attuale non può essere risolta in altro modo che attraverso un processo politico" e si è detto convinto che "tutti gli egiziani che protestano devono esprimersi pacificamente".
Da parte sua, ha insistito Obama, "il presidente Morsi deve dire ai suoi sostenitori che ogni forma di violenza è inaccettabile".
 

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