Sabato, 31 Luglio 2021
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Morte di Prince, escluso il suicidio: "Sul corpo nessun trauma"

La conferma arriva dallo sceriffo mentre si aspettano ancora gli esiti dell'autopsia. Il corpo della popstar ritrovato il 21 aprile nell'ascensore della sua abitazione

Prince

STATI UNITI - Nessun "evidente segno di trauma" e "nessuna ragione per credere a questo punto che si sia trattato di suicidio". Sono queste per ora le uniche certezze relative alla morte di Prince, la leggenda della musica pop il cui corpo senza vita è stato trovato il 21 aprile in un ascensore della sua residenza a Paisley Park, a Chanhassen, nel suo Stato natale del Minnesota. A fornirle nella prima conferenza stampa dal decesso del sette volte vincitore di un Grammy è stato Jim Olson, sceriffo della contea di Carver.

LO SCERIFFO - "Era un buon vicino, un membro della nostra comunità", ha spiegato Olson ricordando come fosse "riservato". Per questo, ha promesso con un po' di commozione, "continueremo a rispettare la sua privacy e la sua dignità. Comprendiamo però il diritto all'informazione dei media, ma ci sono cose di cui non posso parlare perché fanno parte dell'indagine" ancora in corso. Lo sceriffo ha anche garantito che verrà fatto tutto il possibile per ricostruire le cause della morte, su cui ancora aleggia il mistero. L'autopsia del 57enne Prince, durata quattro ore, è stata completata all'indomani della sua scomparsa quando in Italia erano le 20.

"CI VORRANNO SETTIMANE - "Ci vorranno giorni, a seconda della tipologia di test,anche tossicologici, e probabilmente settimane per avere a disposizione un insieme completo di esiti", ha detto nella stessa conferenza Martha Weaver, membro del Midwest Medical Examiner, l'ufficio dell'anatomopatologo locale.  "Non rilasceremo alcuna informazione fino a quando gli esami saranno completi e tutti i risultati saranno a disposizione", ha aggiunto lo sceriffo precisando che "non è insolito" che ci vogliano settimane.

I TROPPI PUNTI OSCURI - Olson non ha saputo rispondere alla pioggia di domande arrivate dai giornalisti: non si sa per esempio da quanto Prince fosse nell'ascensore, dove è stato trovato da alcuni membri del suo staff che poi hanno telefonato nel panico al 911, il numero delle emergenze negli Stati Uniti. "Incapaci di mettersi in contatto con lui, sono andati [nella residenza di Prince] per verificare che tutto fosse ok", ha spiegato lo sceriffo aggiungendo che l'ultima volta che la star musicale era stata vista erano le otto di sera locali del giorno prima del decesso. "Non ricordo di avere visto un cellulare nell'ascensore", ha aggiunto.

L'OVERDOSE DOPO ATLANTA - A chi gli ha chiesto se Prince fosse in buona salute, lo sceriffo ha replicato "non posso dirlo. L'autopsia lo dirà". Il sospetto deriva dalle indiscrezioni del sito di gossip Tmz, lo stesso che anticipò prima di tutti la morte del cantante. Secondo il sito un'overdose di antidolorifici potenti avrebbe provocato l'atterraggio di emergenza in Illinois del jet su cui Prince viaggiava il 15 aprile scorso, di ritorno in Minnesota dopo un concerto ad Atlanta (Georgia). L'idea è che Prince aveva ingerito così tanto Percocet che all'aeroporto dove era atterrato in tutta fretta i soccorritori gli avevano dovuto fare una somministrazione salva vita. Il farmaco, un oppioide composto da paracetamolo e ossicodone, è noto per creare dipendenza. Pare che Prince stesse prendendo antidolorifici per un problema all'anca; intorno al 2010, riferisce Tmz, era già stato sottoposto ad un'operazione chirurgica proprio all'anca.

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