Domenica, 26 Settembre 2021
MEDIO ORIENTE

Terra Santa, inferno vero: la strage quotidiana di Gaza

Continua la battaglia a Gaza. Altro giorno di raid aerei israeliani: sterminata una famiglia, quattro vittime in un ospedale. Netanyahu: "Completeremo la missione". Onu: "Cessate il fuoco immediato"

ROMA - Le sirene. Le esplosioni. Le urla. E il silenzio. Da due settimane ormai non esiste altro suono possibile nella striscia di Gaza, diventata un inferno in terra per l'inasprirsi del conflitto israelo-palestinese. Un conflitto che in quindici giorni di combattimenti ha fatto già oltre cinquecentouno vittime tra i palestinesi e tredici tra i soldati israeliani, più tremila feriti e ottantunomila sfollati. Dopo la folle giornata di ieri - oltre cento morti solo a Sajav -, ad accrescere quello che è diventato un continuo bollettino di guerra ci ha pensato un'altra giornata di sangue e distruzione. 

Il lunedì si è aperto con un raid aereo su Rafah, sul di Gaza, nel quale sono morti nove palestinesi, tra i quali sette bambini. Le vittime appartenevano tutte alla stessa famiglia, che abitava nella casa colpita dall'attacco. La giornata è continuata, tragicamente, con il bombardamento su un piccolo ospedale palestinese che ha fatto quattro morti e decine di feriti. 

Sembra evidente, ormai, che lo spargimento di sangue non si fermerà. Sensazione, questa, confermate dalle parole del premier israeliano, Benjamin Netanyahu: "Completeremo la missione. Riporteremo la pace nel sud e nel centro di Israele - ha commentato domenica - Non abbiamo scelto di entrare in questa campagna, ci è stata imposta". Dalle parole ai fatti, il passo è stato brevissimo con l'operazione militare via terra dell'esercito israeliano - "Margine protettivo" - che si è presto trasformata in una guerra su tutti i fronti. 

Per la paura, crescente, dell'Onu che ha espresso "preoccupazione per il numero di civili morti" e si è affrettata a chiedere un "cessate il fuoco immediato". Più "permissivi" gli Stati Uniti - storici alleati di Israele - con il segretario di Stato Usa, John Kerry che si è lanciato andare a una difesa di Israele. Hamas "usa i civili come scudo", ha attaccato, e rifiuta "ostinatamente un cessato il fuoco". Per questo, ha chiarito, "Israele ha tutti i diritti del mondo di difendersi perché sotto assedio di un'organizzazione terroristica". 

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