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Martedì, 25 Gennaio 2022
ALGERIA / Algeria

Algeria, strage di ostaggi e rapitori

Blitz in Algeria finisce in strage: uccisi 35 ostaggi, usati come scudi umani e 15 sequestratori. La Casa Bianca chiede chiarimenti. Colloquio tra Obama e Cameron: nessuno ci ha informato

E' finito nel sangue il blitz dell'esercito algerino contro il commando islamista che l'altro ieri ha preso in ostaggio 41 occidentali e circa 150 algerini nell'impianto di estrazione di gas gestito da Bp a In Amenas, nel Sahara algerino, al confine con il Mali. Il raid dell'aviazione algerina, seguito da un'operazione di terra, è costato la vita a 35 persone e 15 sequestratori, tra cui anche il capo del gruppo di terroristi, Abu el-Baraa, che ha tentato di proteggere il comando utilizzando gli ostaggi come scudi umani. Autorevoli fonti di Washington hanno riferito che gli Stati Uniti "non sono stati informati" dell'operazione ed hanno confermato di avere "fortemente incoraggiato" l'Algeria a considerare prioritaria la sicurezza degli ostaggi.

La Casa Bianca ha cercato di avere "chiarimenti" dal governo algerino. Il presidente Barack Obama ha parlato al telefono della situazione in Algeria con il primo ministro britannico David Cameron, che ha confermato che anche Londra non era stata avvertita del blitz. "Siamo ovviamente preoccupati per le informazioni sulla perdita di vite" umane durante questa operazione, ha spiegato il portavoce di Obama, Jay Carney, sottolineando che "le migliori informazioni" in possesso delle autorità Usa "sono al momento che ci sono americani fra gli ostaggi".

Oltre ai cittadini statunitensi, tra gli ostaggi ci sarebbero anche una ventina di filippini. Il governo giapponese, intanto, ha annunciato questa mattina che tre giapponesi sono stati salvati, mentre altri 14 mancano ancora all'appello. Sano e salvo sarebbe, inoltre, un cittadino irlandese, che ha già preso contatto con la sua famiglia affermando di non essere più tra gli ostaggi. L'uomo, secondo quanto spiegato dalla Cnn, sarebbe stato costretto a indossare un giubbotto di semtex per fare da scudo umano ai rapitori.

Dietro il sequestro all'impianto della Bp c'è Mokhtar Belmokhtar, un islamista con un occhio solo, soprannominato il "Guercio" e considerato da alcuni un terrorista, da altri un comune bandito.
Belmokhtar - detto anche "Mr Marlboro" per il suo vizio di contrabbandare sigarette, ma anche droga - e i suoi uomini hanno rivendicato la responsabilità dell'operazione, compiuta per vendicare quella che loro vedono come un'umiliazione subita dagli algerini, che hanno dovuto cedere lo spazio aereo agli aerei francesi diretti in Mali.

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