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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Esteri

Morti e feriti in Ucraina: "La Russia ci sta facendo la guerra"

Si aggrava la situazione nell’est dell’Ucraina dove ormai si fronteggiano armi alla mano forze di sicurezza e insorti filo-russi armati e mascherati, come in Crimea

KIEV - La polizia ucraina ha avviato un’operazione antiterrorismo a Slovansk, nella provincia orientale di Donetsk, dove sabato miliziani filo-russi avevano occupato edifici delle forze di sicurezza.

Gli agenti hanno rimosso un blocco stradale, ma negli scontri con gli occupanti ci sarebbero almeno tre morti e diversi feriti: un agente dei servizi di sicurezza ucraini dell’Sbu è rimasto ucciso e altri cinque feriti. Diversi messaggi sui vari social network riferiscono di sparatorie nella città, ma senza trovare al momento conferme.

E intanto il presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov, in un discorso alla nazione, ha detto che "la Russia conduce una guerra contro l'Ucraina. E' stato versato il sangue nella guerra che la Russia conduce contro l'Ucraina", ricordando di aver lanciato una "operazione antiterrorismo su larga scala". Ieri sera il ministro Akarov aveva denunciato una «aggressione» russa, dopo la serie di attacchi ad edifici delle forze di sicurezza nella città russofona dell’Ucraina orientale, al confine con la Russia. «L’operazione anti-terrorismo» lanciata dalle forze di governo pro-europee ucraine contro gli insorti armati filo-russi nell’est del paese ha provocato «morti e feriti da entrambe le parti».

Lo ha annunciato il ministro degli interni ucraino sulla sua pagina Facebook. In particolare negli scontri è rimasto ucciso un agente delle forze speciali Sbu (i servizi di sicurezza ucraini) e «un numero imprecisato» di separatisti filo-russi. «I separatisti hanno cominciato a proteggersi con scudi umani», ha spiegato Avakov. Il riferimento potrebbe essere alle donne che hanno sfidato il freddo e la leggera pioggia per schierarsi davanti al quartier generale della polizia occupato dai filo-russi, al fine di impedire un eventuale assalto.

Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha avvertito il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, che se Mosca «non prenderà misure per ridurre la tensione non ritirerà le sue truppe dal confine» dovrà affrontare «ulteriori conseguenze». Il monito è stato lanciato in una telefonata di cui ha dato notizia il Dipartimento di Stato Usa. Kerry ha espresso «profonda preoccupazione» per il fatto che gli attacchi dei miliziani filo-russi nell’est appaiono «orchestrati» visto che sono stati condotti «con armi russe e indossando le stesse uniformi usate dalle forze russe che hanno invaso la Crimea». 

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