Giovedì, 24 Giugno 2021

Decapitato dall'Isis per non aver consegnato "il tesoro" di Palmira

Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira in Siria, è "morto da eroe". E' il Guardian a ricostruire le ultime ore in vita dell'uomo che, a 82 anni, ha resistito alle torture dei jihadisti per difendere il patrimonio dell'umanità

SIRIA - Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira in Siria, è stato decapitato e poi il suo corpo appeso a una colonna romana. Una morte atroce per non aver rivelato ai jihadisti dello Stato Islamico il luogo dove erano stati spostati i preziosi reperti del sito archeologico prima della caduta di Palmira nelle mani degli uomini del Califfato di Abu Bakr al Baghdadi. 

TORTURATO E UCCISO - E' quanto riporta il Guardian. Il brutale assassinio dell'82enne al-Asaad è l'ultima atrocità perpetrata dal gruppo jihadista, che ha conquistato un terzo della Siria e del vicino Iraq proclamando un suo "califfato" sui territori che controlla. L'uomo è stato tenuto prigioniero per più di un mese prima di essere assassinato. Chris Doyle, direttore del Consiglio per la comprensione arabo-britannica, interpellato dal Guardian, ha affermato di aver appreso da una fonte siriana che l'archeologo "era stato interrogato dall'Isis per sapere il luogo dove erano stati traferiti i tesori di Palmira, ma al-Asaad si era rifiutato di collaborare".

I PREZIOSI - Il brutale assassino di Khaled al-Asaad, spiega il Guardian, è purtroppo la conferma di come l'Isis sia interessata, per meri motivi economici, ai preziosi reperti archeologici presenti in Siria: il tesoro di Palmira, infatti, "sarebbe stato venduto sul mercato nero per finanziare il Califfato". 

Provate a immaginare uno studioso del suo livello disposto a dare la sua per quei luoghi e la storia che rappresentano. Si è fatto uccidere pur di difendere il patrimonio di Palmira

L'OMICIDIO - Secondo l'agenzia di stampa siriana e l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani, con sede nel Regno Unito, Asaad è stato decapitato davanti a decine di persone, martedì, nella piazza antistante il museo della città. Il suo corpo è stato poi portato all'interno del sito archeologico, che lui ha custodito per cinquanta anni, è lì è stato appeso a una delle colonne romane, "per i jihadisti simbolo di apostasia e, pertanto, un male da distruggere".

ASAAD - Chris Doyle non usa tanti giri di parole per ricordare Asaad: "E' stato il padre di quel sito, ne conosceva ogni angolo, ogni pietra. Era una mente insostituibile, che non puoi capire comprando e leggendo un suo libro. Lui ha dedicato la sua vita a Palmira e, ora, è morto per difenderla". Poco prima della caduta di Palmira, Asaad sarebbe potuto fuggire "e invece è rimasto lì, nella sua casa a pochi passi dal sito archeologico. Era stato lui a dirigere le operazioni per mettere al sicuro il tesoro della città. E se quel patrimonio non è finito nelle mani del Califfo, è solo per il suo coraggio e il suo amore per Palmira".

Fonte: The Guardian →
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