Sabato, 5 Dicembre 2020
Isis

Morto Paul Cantlie, da un letto d'ospedale implorò l'Isis di liberare suo figlio

A inizio ottobre l'uomo, dal suo letto d'ospedale, aveva chiesto ai miliziani di liberare suo figlio John Cantlie, "un uomo buono". Lunedì è morto, ucciso da "complicazioni dopo una polmonite"

Paul Cantlie

ROMA - Due settimane fa aveva chiesto ai rapitori di suo figlio di liberarlo. "Sappiate che è un uomo buono, che voleva solo aiutare i siriani e vi chiedo, in nome di quanto c'è di più sacro, aiutateci e permettetegli di tornare a casa sano e salvo, da coloro che ama e che lo amano" aveva implorato. Ma il suo messaggio non era mai arrivato ai jihadisti dell'Isis e questo, giura la famiglia, gli ha creato un "terribile senso di abbandono". 

Paul Cantlie, padre di John, il fotoreporter britannico rapito due anni fa in Siria e ostaggio dei miliziani dello Stato islamico, è morto lunedì. A ucciderlo, informano i familiari in un comunicato, "complicazioni dopo una polmonite". "Le forze hanno cominciato ad abbandonare Paul - ottantenne ex architetto navale - dal momento del rapimento di suo figlio, quasi due anni fa", ha detto la sua famiglia.

Al momento della sua morte, Paul non aveva ancora ricevuto alcun aggiornamento sulla situazione del figlio né tanto meno era riuscito a sapere se John avesse ricevuto il suo messaggio. L'ultimo. 

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