Domenica, 24 Ottobre 2021
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Usa, 16 Stati contro la decisione di Trump: "Muslim ban è incostituzionale"

Un gruppo di procuratori generali ha condannato l'ordine del Presidente di limitare gli ingressi negli Usa di cittadini da sette Paesi a maggioranza musulmana. Proteste in decine di città da costa a costa

Non si fermano le proteste di piazza contro Donald Trump dopo il "Muslim ban". Un gruppo di attorney general ha condannato l'ordine del Presidente di limitare gli ingressi negli Usa di cittadini da sette Paesi a maggioranza musulmana.

Come riporta la Bbc, i procuratori generali di 16 Stati - compresi California, New York, Pennsylvania - hanno dichiarato che la decisione del presidente americano è incostituzionale e promettono "di lavorare per far sì che meno gente possibile abbia a soffrire a causa della caotica situazione" che l'ordine del presidente americano ha creato.

L'amministrazione del presidente Usa Donald Trump ha sottolineato che chi ha un permesso di soggiorno permanente negli Usa è esentato dal bando sugli ingressi da sette Paesi musulmani, dopo che l'ordine esecutivo firmato dal presidente ha fatto scoppiare un caos sulla sua attuazione. "I detentori di 'green card' sono esentati dall'ordine esecutivo per motivi di interesse nazionale" ha detto la Casa Bianca in una conference call. "I residenti permanenti legali negli Stati Uniti che viaggiano con un permesso I-551 (green card) valido potranno imbarcarsi sugli aerei diretti negli Usa e saranno valutati per eccezioni all'aeroporto di arrivo, come adeguato" ha precisato il dipartimento per la Sicurezza interna. "L'ingresso di queste persone, subordinato a controlli di sicurezza, è nell'interesse nazionale,. Perciò ci aspettiamo un ingresso rapido per queste persone".

Dopo la firma venerdì dell'ordine esecutivo che sospende l'ingresso di tutti i rifugiati per 120 giorni, dei rifugiati siriani indefinitamente e dei cittadini di Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen per 90 giorni, l'amministrazione ha mandato messaggi contraddittori sullo status dei possessori di green card che si trovano fuori dagli States. Sabato la Casa Bianca ha detto che devono chiedere un'esenzione individuale, domenica che l'esenzione vale per tutti. Intanto quattro giudici federali hanno decretato al sospensione e dell'ordine, circa 300 persone sono state fermate o arrestate in tutto il mondo e i legali per i diritti civili preannunciano battaglia davanti alla Corte suprema.

Il Canada, scosso dall'attentato a Quebec City, "apre le porte" ai rifugati. Ottawa rilascerà permessi di soggiorno temporanei ai cittadini dei sette Paesi musulmani indicati nel decreto americano che rimarranno bloccati in Canada. Lo ha annunciato il ministro dell'Immigrazione Ahmed Hussen. "Voglio assicurare le persone che saranno bloccate in Canada che userò la mia autorità per concedere loro un permesso di soggiorno temporaneo, se necessario, come abbiamo fatto in passato", ha detto il ministro nel corso di un punto stampa, riferendo di persone a cui è stato negato di imbarcarsi su voli in partenza dal Canada.

Il ministro ha quindi confermato che Washington ha assicurato Ottawa che il decreto con cui è stato bloccato l'ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen non si applica ai cittadini canadesi con la doppia nazionalità di uno di questi Paesi. Hussen è di origine somala e sono oltre 35.000 i cittadini canadesi che hanno anche la nazionalità di uno dei sette Paesi.

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