rotate-mobile
Mercoledì, 25 Maggio 2022
L'allarme / Ucraina

L'allarme dall'Ucraina: narcos e mafiosi liberati per combattere nella resistenza

I detenuti vengano liberati in cambio dell'arruolamento contro i russi. Tra loro anche criminali pericolosi

Nel caos delle ultime ore dal territorio ucraino arrivano notizie inquietanti. Non solo la devastazione provocata dai raid russi ma anche ombre sulla resistenza ucraina. La crisi umanitaria provocata dagli attacchi ha anche un risvolto sulla gestione delle carceri. Secondo le segnalazioni giunte all'associazione delle Camere penali internazionali, il sistema carcerario nel Paese sarebbe completamente collassato. A questa emergenza se ne aggiungerebbe un'altra ancora più inquietante. Sta prendendo piede la notizia secondo cui molti criminali siano stati liberati e potrebbero essere utilizzati come combattenti per la resistenza. Una possibilità estrema che l'Ucraina si sta preparando a valutare pur di porre un argine all'avanzata russa. Si tratta non di criminali comuni ma di detenuti con pericolosissimi precedenti penali.

Tra loro ci sono anche importanti narcotrafficanti internazionali e uomini legati alla mafia locale che potrebbero essere liberati in cambio di imbracciare le armi contro i russi. Al momento non è chiaro quanti detenuti siano stati liberati e siano entrati a far parte di formazioni parallele chiamate a combattere accanto all'esercito regolare. La sola possibilità che questo avvenga pone in gravissimo pericolo la stabilità di uno stato a cui il conflitto potrebbe provocare danni irreparabili anche sotto il punto di vista della giustizia interna con ripercussioni gravissime a livello internazionale.

“Con l'apertura delle carceri in Ucraina e il reclutamento, come combattenti, di criminali e mafiosi, alcuni dei quali con precedenti penali rilevantissimi per traffico internazionale di droga e armi, rischiamo di trasformare l'Ucraina in uno Stato-canaglia irrecuperabile ai valori della democrazia e del diritto internazionale”. A lanciare l'allarme è Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere penali del diritto europeo e internazionale, già commentatore per la Bbc e per il New York Times su temi di attualità e di politica giudiziaria. “Sto ricevendo, con frequenza giornaliera, report preoccupanti da parte dei responsabili della sede di Kiev della nostra associazione – prosegue – che paventano il rischio che, come forma di strategia di resistenza estrema, il governo ucraino stia già liberando centinaia di detenuti dietro l'obbligo di imbracciare le armi contro l'esercito russo”. Una strategia molto pericolosa di cui Tirelli dà conto raccontando di specifiche segnalazioni alla sua associazione.

“Il sistema penitenziario in Ucraina è completamente collassato e abbiamo notizie che già un numero imprecisato di pregiudicati per gravi reati è stato armato e ingaggiato per i combattimenti. Si tratta di una strada pericolosissima di cui possiamo solamente immaginare lo sviluppo futuro quando, in un modo o nell'altro, il conflitto armato sarà concluso e bisognerà ricostruire il Paese. La minaccia, concretissima, è che ampie porzioni del territorio ucraino possano trasformarsi in porti franchi per la criminalità – come accaduto dopo la guerra nell'ex Jugoslavia – o addirittura in narco-Stati impossibili da controllare. Per questo, pur nella evidente necessità di sostenere, dal punto di vista dei rifornimenti bellici il governo di Kiev, è fondamentale che tali aiuti militari, decisi dall'Ue e anche dall'Italia, siano affidati solo ed esclusivamente alle forze regolari dell'esercito ucraino evitando cessioni a formazioni para-militari o di resistenza spontanea di dubbia natura” ha concluso.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'allarme dall'Ucraina: narcos e mafiosi liberati per combattere nella resistenza

Today è in caricamento