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Giovedì, 22 Febbraio 2024
La svolta / Ucraina

I fedeli ucraini festeggeranno il Natale prima dei russi

La decisione di allontanarsi dal calendario giuliano segna un'ulteriore rottura con la Chiesa ortodossa di Mosca. L'arcivescovo di Kiev: "Sarà un giorno di culto aggiuntivo a quello del 7 gennaio"

Per la prima volta nella storia, la Chiesa ortodossa di Ucraina permetterà alle sue congregazioni di festeggiare il Natale non solo il 7 gennaio, come previsto dal calendario giuliano, ma anche il 25 dicembre. Questa decisione crea una linea di demarcazione con la Russia, e rischia di allargare ulteriormente la frattura con quella parte di cristiani ortodossi ucraini che sono rimasti legati alla Chiesa di Mosca, a sua volta accusata di essere troppo vicina alle posizioni politiche del Cremlino e del suo leader, Vladimir Putin. 

Yevstratiy Zoria, arcivescovo di Kiev, ha spiegato che c'è stata una richiesta di cambiamento nel 2017, quando il 25 dicembre è diventato un giorno festivo in Ucraina. Molti fedeli hanno fatto pressioni per allontanarsi dal calendario giuliano, utilizzato dalla chiesa ortodossa russa. Le richieste di cambiamento sono aumentate dopo l'inizio della guerra, spingendo l'istituzione a permettere alle sue 7mila parrocchie di tenere servizi religiosi completi il 25 dicembre. Secondo Yevstratiy, già prima dell'invasione, più di un terzo degli ucraini voleva passare al calendario gregoriano.

L'arcivescovo ha sottolineato che non stanno spostando il giorno di Natale, ma che si tratterà di un giorno di culto aggiuntivo, con celebrazioni in linea con il calendario ufficiale giuliano. Dopo aver osserrvato quante congregazioni sceglieranno di celebrare il 25 dicembre, si valuterà cosa fare in futuro. Tuttavia il metropolita Klyment, portavoce della Chiesa ortodossa ucraina (ossia l'organizzazione riunisce i fedeli rimasti legati al Patriarca di Mosca) ha contestato la decisione dell'istituzione rivale (e quasi omonima), accusandola di eseguire "gli ordini del governo" di Kiev. 

Nel 2019, la Chiesa ortodossa dell'Ucraina ha ottenuto l'indipendenza dalla Chiesa ortodossa russa (e dalla 'filiale' locale, ossia la Chiesa ortodossa ucraina), nonostante l'opposizione del Cremlino. D'altra parte, il leader spirituale di Mosca, il patriarca Kirill, non ha mai nascosto la sua vicinanza politica a Vladimir Putin. E con lo scoppio della guerra, tale vicinanza è emersa con ancora più evidenza, come quando Kirill ha definito il conflitto una battaglia tra il Bene (chiaramente la Russia) e il Male (l'Ucraina). Anche per queste dichiarazioni, il leader degli ortodossi nel mondo, il patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli, ha revocato un accordo secolare che concedeva al patriarca di Mosca l'autorità sulla Chiesa in Ucraina.

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