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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Verso il voto

L'appello di Yulia Navalnaya ai russi: "Alle elezioni presidenziali tutti alle urne contro Putin"

La vedova del dissidente in un video postato sui social: "Tutti ai seggi a mezzogiorno del 17 marzo" per "dimostrare che esistiamo e che siamo tanti"

"Tutti alle urne contro Putin". Yulia Navalnaya, vedova di Alexei Navalny, il dissidente russo morto in carcere in Siberia, invita a boicottare il capo del Cremlino alle elezioni presidenziali che si terranno in Russia dal 15 al 17 marzo. In un video postato sui suoi canali social, Navalnaya esorta i russi a recarsi ai seggi a mezzogiorno del 17 marzo per manifestare la propria opposizione al regime. "Potete votare per qualunque candidato eccetto Putin - dice la vedova dell'attivista -, potete rovinare la scheda, scrivere in grande: Navalny, e anche se non vedete senso nel votare basta che andiate al seggio, fate presenza e poi tornate a casa. E anche se vi hanno costretto a votare prima, non importa, andate a dare un'occhiata".

Un atto di protesta "per dimostrare che esistiamo e che siamo tanti" sottolinea Navalnaya. "Siamo persone reali, viventi, e siamo contro Putin; dovete recarvi ai seggi elettorali nello stesso giorno e nello stesso momento: il 17 marzo a mezzogiorno". 

"Cosa fare dopo, lo deciderete voi" prosegue l'attivista che sta continuando coraggiosamente la battaglia del marito contro il "putinismo" e che di recente è stata invitata anche a Washington dal presidente americano Joe Biden. La tesi è che in questo modo "si potrà capire che c'è tanta gente" che non appoggia il governo di Putin. 

Alexei sognava un meraviglioso futuro per la Russia" dice ancora Navalnaya, mentre "chi sta al Cremlino ha il culto del passato: guerra, missili, e omicidi".

Le elezioni presidenziali in Russia

A metà marzo dunque la Russia sceglierà il  capo del Cremlino, che con ogni probabilità sarà di nuovo Vladimir Putin. Si tratta delle prime elezioni dall'inizio dell'offensiva militare in Ucraina il 24 febbraio 2022. I candidati a sfidare lo zar sono Leonid Slutsky del partito nazionalista Liberal Democratico, Vladislav Davankov del partito popolare "Gente nuova" e il comunista Nikolaj Charitonov.

Il candidato pacifista e pro Navalny Boris Nadezhdin è stato invece escluso perché, secondo le autorità russe, non avrebbe raccolto abbastanza firme. In realtà Nadezhdin era riuscito a mettere insieme più delle 100mila firme richieste dalla legge elettorale russa per presentarsi al voto, ma la commissione elettorale centrale ha invalidato 9mila sottoscrizioni escludendo dunque Nadezhdin dalla corsa al Cremlino. 
 

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