Martedì, 16 Luglio 2024
sale la tensione / Taiwan

Una nave da guerra cinese ha sfiorato la collisione con una imbarcazione statunitense

Una nave cinese è arrivata a poco più di 100 metri dal cacciatorpediniere americano Us Chung-Hoon, impegnato in un'attività congiunta Canada-Usa sulla libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Taiwan

Nello Stretto di Taiwan si è sfiorata la collisione tra una nave di guerra cinese e un cacciatorpediniere americano. Un episodio che alimenterà le tensioni tra le due superpotenze, le cui relazioni sono ai minimi storici. Dalla guerra commerciale alle limitazioni statunitensi dell'export di microchip alla Cina; dalle rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mar Cinese Meridionale all'isola autogovernata di Taiwan: sono tanti gli elementi di scontro tra Pechino e Washington. E l'operazione della nave cinese nella delicata via d'acqua che separa Taiwan autogovernata dalla Cina non farà altro che allontanare le due superpotenze.

Un incontro ravvicinato

Proprio mentre si svolge lo Shangri-La Dialogue a Singapore incentrato sulla sicurezza nell'Asia-Pacifico, una nave cinese è arrivata a poco più di 100 metri dal cacciatorpediniere americano Us Chung-Hoon, impegnato in un'attività congiunta Canada-Usa sulla libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Taiwan. Lo riporta il Global News, in base alla testimonianza di un suo reporter in viaggio sulla HMCS Montreal, la fregata canadese che ha partecipato alla missione, dal 25 maggio nel Mar Cinese Meridionale. Secondo la ricostruzione, l'unità cinese ha fatto rotta per tagliare la prua del cacciatorpediniere Usa il cui equipaggio ha consigliato via radio di cambiare rotta per evitare la collisione. 

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La nave cinese avrebbe fatto rotta per tagliare la prua di quella americana, una manovra definita dal capitano della nave canadese dove è imbarcato il reporter "non professionale". Gli americani hanno risposto chiedendo ai cinesi di stare alla larga dalla nave, ma alla fine il Chung-Hoon ha dovuto cambiare rotta e rallentare per evitare uno schianto.

La Settima Flotta americana ha dichiarato che il suo cacciatorpediniere USS Chung-Hoon e la Royal Canadian Navy HMCS Montreal stavano "conducendo un transito di routine nello Stretto di Taiwan il 3 giugno (ora locale) attraverso acque in cui si applicano le libertà di navigazione e di sorvolo in alto mare, in conformità con il diritto internazionale". 

Il comandante della Montreal, il capitano Paul Mountford, ha definito la mossa poco professionale e l'incidente "chiaramente istigato dai cinesi. Il fatto che questo fosse stato annunciato alla radio prima di farlo, ha indicato chiaramente che era intenzionale. L'episodio è l'ultimo di una serie che ha visto gli Usa accusare la Cina "di aggressività e di non professionalità" nei mari e nei cieli.

Tentativi di dialogo

La scorsa settimana, la portaerei cinese Shandong ha guidato altre due navi attraverso lo stretto di Taiwan in una dimostrazione di forza dopo che Pechino ha condotto esercitazioni aeree e navali intorno all'isola ribelle lo scorso aprile. Il passaggio navale è avvenuto quando il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin e il suo omologo cinese Li Shangfu stanno partecipando a Singapore allo Shangri-La Dialogue, il più importante forum sulla sicurezza in Asia: i due leader non avranno un vertice bilaterale dopo il rifiuto della parte cinese a causa della mancanza dei "pre-requisiti". Pechino, infatti, chiedeva la rimozione delle sanzioni Usa che hanno colpito Li nel 2018 a causa dell'acquisto di armi dalla Russia.

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La notizia dell'incontro ravvicinato tra le due navi arriva a pochi giorni di distanza dal via della visita in Cina del sottosegretario di Stato Usa, con delega per Est Asia e il Pacifico, Daniel J. Kritenbrink, a cui farà seguito una tappa in Nuova Zelanda. Kritenbrink, sarà accompagnato dal direttore per Cina e Taiwan del consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Sarah Beran. Se da una parte la visita quindi fa parte di quegli sforzi avviati da tempo, e confermati dalla missione segreta fatta a Pechino nelle scorse settimane dal capo della Cia, William Burns, da Washington per avviare un disgelo delle relazioni, la presenza di Beran nella delegazione conferma la volontà di affrontare il principale punto di frizione con Pechino, la questione di Taiwan.

Pechino rivendica l'isola come suo territorio - giurando di conquistarlo un giorno, se necessario con la forza - e negli ultimi anni ha aumentato la pressione militare e politica sull'isola.

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