Lunedì, 27 Settembre 2021
Terremoto Nepal

Nepal: a un mese dal terremoto l'emergenza non si ferma

Dopo le scosse sismiche che in poco tempo hanno sconvolto il paese, adesso è in arrivo la stagione monsonica, con piogge torrenziali: Medici senza frontiere (Msf) racconta tutte le difficoltà logistiche (e non solo) per poter far fronte all'emergenza umanitaria

E' passato un mese da quel terribile minuto che ha sconvolto il Nepal e mancano poche settimane all'arrivo della stagione delle piogge monsoniche. C'è chi è rimasto lì, in quelle zone dove l'emergenza umanitaria, giorno dopo giorno, aumenta e ha deciso di raccontare. E' l'ong Medici senza frontiere (Msf) che in queste settimane sta correndo contro il tempo per raggiungere tutti quei villaggi in cui i soccorsi ancora non sono riusciti ad arrivare, per portare materiale medico e tutto ciò che serve per la costruzione dei ripari. Tante però sono le difficoltà logistiche che limitano queste operazioni. 

Le équipe di Msf devono utilizzare ogni giorno gli elicotteri per il trasporto di materiali ai villaggi a nord e a est di Kathmandu. Ma quando comincerà la stagione delle piogge sarà più difficile raggiungere le zone remote, dove le strade sono state danneggiate, e dove di conseguenza, le persone si trovano in condizioni più vulnerabili. 

I DUE TERREMOTI - Quando il terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito il Nepal, con epicentro nel distretto di Gorkha, 80 km a ovest di Kathmandu, Msf ha lanciato le attività per aiutare le popolazioni colpite, gestendo cliniche mobili e fornendo ripari e kit igienico-sanitari. In alcuni villaggi, le équipe hanno trovato case e strutture sanitarie totalmente distrutte, per questo è stato fornito alle persone materiale igienico-sanitario e per la costruzione di ripari. Come a Arughat, nel distretto di Gorkha: qui Msf ha allestito un ospedale gonfiabile, che continua a fornire servizi di assistenza sanitaria alle comunità circostanti.

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Il 12 maggio, quando il secondo sisma ha colpito la zona a est di Kathmandu, la risposta all'emergenza è stata immediata: le équipe mediche hanno curato le persone sul posto ed evacuato dai villaggi remoti i pazienti con gravi lesioni. Ma purtroppo l'emergenza è ancora in atto e i materiali che si stanno fornendo non sono sufficienti: "Bisogna garantire alle persone un posto dove stare prima che inizino le piogge monsoniche" spiegano dall'ong. Per questo le équipe hanno aumentato il numero di viaggi in elicottero per raggiungere quante più persone nelle zone colpite per distribuire materiale per realizzare ripari. In tutto sono stati distribuiti kit di riparo a oltre 10mila famiglie. Non si sono fermate neppure le visite: in ogni zona raggiunta Msf ha visitato i pazienti a terra ed evacuato quelli con lesioni più gravi: sono state effettuate più di 3mila visite. In tutto le strutture sanitarie danneggiate sono circa 1150 in 14 distretti colpiti dal sisma. 

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