Giovedì, 18 Luglio 2024
caraibi / Nicaragua

Colombia-Nicaragua, alta tensione per le isole contese

Le navi della marina nicaraguense hanno preso possesso delle acque dei Caraibi reclamate dalla Colombia, ma assegnate al Nicaragua la scorsa settimana dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia

Daniel Ortega, presidente del Nicaragua, ha annunciato che le navi della marina del Paese hanno preso possesso delle acque dei Caraibi reclamate da un altro paese latinoamericano, la Colombia, ma assegnate al Paese centramericano la scorsa settimana dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. Ortega ha spiegato di avere contattato la Colombia per l’applicazione delle regole decise dalla Corte, che garantisce alcune isole contese a Bogotà ma offre al Nicaragua diritto di pesca e le acque ricche di petrolio. Al centro della contesa l'arcipelago di San Andres, Providencia e Catilina, le sue isole minori e il suo spazio marino.

In un messaggio diffuso in televisione e alla radio Ortega annuncia: "A mezzanotte di domenica le nostre navi sono salpate alla volta della zona, e ora hanno stabilito la sovranità sull’intero territorio". La corte ha deciso nei giorni scorsi che le acque territoriali circostanti le sette isolette, più vicine alla costa nicaraguense rispetto a quella colombiana, non possono essere separate dalla calotta continentale del Nicaragua. La regolamentazione ha ridotto l’espansione dell’area oceanica appartenente alla Colombia.

Dalla Colombia il presidente Juan Manuel Santos segue con attenzione la vicenda: "Un nuovo gruppo di avvocati sta lavorando, molto presto sarà presa una decisione". L’equipe di avvocati del governo sta mettendo sul tavolo varie soluzioni, alcune plausibili altre inverosimili: dalla richiesta di una revisione fino ad un ricorso per ottenere una diversa interpretazione della sentenza. Si ipotizza anche un ricorso congiunto con i governi di Costa Rica, Panama, Stati Uniti e Giamaica per far valere eventuali interessi di Stati terzi che potrebbero essere pregiudicati dal verdetto internazionale.

La stampa nicaraguense celebra il successo con patriottismo e la quantità di mare sottratto a Bogotà cambia da testata a testata, si va dai 100mila chilometri quadrati de “El Nuevo Diario” fino addirittura ai 180mila de “La Prensa”. "La Corte - scrive La Stampa -  riconosce la sovranità di Bogotà sulle isole maggiori, mentre non si pronuncia su quelle minori e sullo spazio marino. Managua non si dà per vinta e torna alla carica mentre i colombiani hanno il torto di prendere la controversia sottogamba. Si sentono in una botte di ferro. Amministrano l’arcipelago da anni, vi hanno costruito strade, porti, scuole, ospedali, parchi, centrali elettriche, un acquedotto, un aeroporto, hanno trasformato San Andres in una delle perle turistiche del Caribe, hanno una guardia costiera, un corpo di pompieri e un contingente di polizia costretto a fare gli straordinari perchè ultimamente l’arcipelago è diventato un insidioso crocevia del narcotraffico. Impossibile perdere San Andres. E infatti non l’hanno persa. E nemmeno Providencia. E nemmeno le isole minori, ma il mare sì: tanto mare, troppo mare, tra la costernazione dei pescatori locali." Foto El Nuovo Diario

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