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Sabato, 25 Maggio 2024
Tensioni e blocchi stradali / Israele

Perché in Israele continuano le maxi-proteste di piazza: arresti e feriti

Circa 15mila persone sono scese in strada contro la riforma della giustizia. Gli Usa a Netanyahu: "Serve consenso più ampio possibile"

La capitale Tel Aviv e Gerusalemme paralizzate fino a tarda notte. Scontri tra manifestanti e polizia con feriti da entrambe le parti, forze dell'ordine accusate di violenze, e almeno 33 persone arrestate. È il bollettino dell'ultima ondata di proteste in Israele contro la controversa riforma della magistratura voluta dal governo di Benjamin Netanyahu. 

Nonostante le forti resistenze interne e le pressioni internazionali, comprese quelle degli Stati Uniti, l'esecutivo non intende rivedere il testo, che ieri è approdato alla Knesset, il Parlamento israeliano, ottenendo un primo via libera. "Un passo democratico necessario per ripristinare l'equilibrio fra i poteri", lo ha definito il premier Netanyahu. Ma dello stesso avviso non sono l'opposizione e le 15mila persone che sono scese in strada dopo il primo passaggio parlamentare della riforma. 

La due principali città del Paese sono state paralizzate per ore dalle proteste, e solo verso l'una di notte la polizia, usando agenti a cavallo e idranti (ma anche metodi violenti e tattiche brutali, secondo le accuse di manifestanti e alcuni media) è riuscita a sgomberare i blocchi a Tel Aviv e Gerusalemme. "Continueremo questa lotta, che non farà che intensificarsi, e alla fine Israele tornerà a essere una democrazia", ​​hanno affermato gli organizzatori della protesta in una nota. "Qualsiasi israeliano che scende in strada per protestare è un eroe", si legge ancora.

L'approvazione oggi in parlamento del primo provvedimento della riforma giudiziaria è stato "un passo democratico necessario per ripristinare l'equilibrio fra i poteri", è stata la dichiarazione rilasciata da Netanyahu. Secondo il premier, l'obiettivo è "assicurare che il governo eletto possa realizzare le politiche secondo le decisioni della maggioranza dei cittadini. La realizzazione del volere degli elettori non è la fine della democrazia, è l'essenza della democrazia". Per l'opposizione, però, la riforma vuole soltanto dare all'esecutivo maggiori poteri di controllo sulla magistratura, consentendo, tra le altre cose, di portare avanti piani controversi come la colonizzazione dei territori palestinesi.

Cosa sta succedendo in Israele

La riforma sta creando preoccupazioni anche fuori Israele, con il presidente Usa Joe Biden che ha ancora una volta ammonito Netanyahu. "I grandi cambiamenti in una democrazia per essere duraturi devono avere il consenso più ampio possibile. È un peccato che il voto di oggi (ieri, ndr) si sia svolto con la maggioranza più esigua possibile", ha detto Karine Jean Pierre, responsabile della Casa Bianca per i rapporti con la stampa. Gli Stati Uniti ribadiscono di avere una "lunga relazione" con Israele ma sottolineano anche la necessità di "continuare ad avere colloqui" sui valori democratici, ha concluso Washington.

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