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Domenica, 23 Gennaio 2022
Santiago / Cile

Ha 35 anni e un programma di sinistra il nuovo presidente del Cile

Gabriel Boric è stato eletto alla guida dell'economia sudamericana presa a modello dai neoliberisti. E ora vuole tassare i ricchi e spingere per la transizione ecologica

Più tasse per i ricchi, in particolare per l'industria mineraria, ridurre le disuguaglianze sociali e spingere sulla transizione ecologica. Con questo programma, Gabriel Boric è stato eletto presidente del Cile, una delle economie più ricche del Sud America, vista da destra come un esempio di successo delle politiche neoliberiste. Non sono dello stesso avviso il 56% dei cileni che hanno preferito questo giovane politico di 35 anni (il più giovane presidente della storia del Paese) al candidato conservatore Jose Antonio Kast nel corso del ballottaggio.

Kast ha ammesso la sconfitta, mentre Boric ha chiamato l'attuale capo dello Stato, Sebastian Pinera, promettendo che guiderà il Paese da "presidente di tutti i cileni". "E' un onore per me poter parlare con lei e in questo modo potermi rivolgere a tutti i cileni che ci stanno ascoltando, e voglio che lei sappia, e che lo sappia la gente, che darò il meglio di me per essere all'altezza di questa enorme sfida", ha detto Boric al suo predecessore, sottolineando che "il nostro Paese dà il meglio di sé quando è unito davanti alle grandi sfide" e che "questa sarà la mia linea di azione".

Parole che in qualche modo rispondo alle accuse mosse dagli avversari politici e dagli ambienti finanziari internazionali a Boric, considerato come un pericoloso esponente della sinistra radicale. "Questo è lo scenario peggiore per i mercati", ha affermato a Bloomberg Klaus Kaempfe, manager di Credicorp Capital a Santiago. In realtà, Boric, che viene dal mondo della protesta studentesca, si definisce un socialista moderato che rifiuta i modelli di estrema sinistra di Cuba e Venezuela. Il suo nome è balzato agli onori della cronaca quando, dieci anni fa, ha guidato manifestazioni a livello nazionale chiedendo un'istruzione gratuita e di qualità. Si è candidato con successo come membro del Congresso nel 2013 ed è stato rieletto per un secondo mandato con un voto schiacciante.

La sua enfasi sulla giustizia sociale gli ha permesso di scalare rapidamente le gerarchie nel Partito socialista, spinto dal crescente malcontento sociale e da un rallentamento dello sviluppo economico del Paese. Le agitazioni esplose nel 2019 per l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici hanno dato vita a un movimento più ampio che chiedeva miglioramenti ai servizi sanitari, ai trasporti pubblici e alle pensioni. Boric ha saputo cavalcare questa ondata di protesta, promettendo che "se il Cile è stata la culla del neoliberismo, sarà anche la sua tomba".

Il messaggio è rivolto soprattutto al sodalizio tra alta finanza e industria. Boric, scrive Bloomberg, "vuole smantellare alcuni pilastri dell'economia cilena, come i suoi fondi pensione privati, che costituiscono la base dei mercati dei capitali locali". Ma vuole anche aumentare le tasse per l'industria mineraria, uno degli assi dell'economia cilena (il Paese è il più grande produttore di rame al mondo) e al centro di aspre polemiche per via dell'inquinamento e dei danni alla salute provocati alla popolazione. 

Boric sa bene che la strada è in salita e dovrà affrontare enormi sfide, tra cui un Congresso diviso, un crollo della crescita economica, la stesura di una nuova costituzione e la persistente minaccia di disordini sociali. A livello regionale, le elezioni del Cile seguono la vittoria di Pedro Castillo in Perù all'inizio di quest'anno e potrebbero dare impulso ai candidati di sinistra in Colombia e Brasile, che terranno entrambe le elezioni presidenziali l'anno prossimo. 

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