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Domenica, 22 Maggio 2022
USA

Obama, secondo mandato: cosa significa per il mondo?

Altri quattro anni alla Casa Bianca. Cosa significherà per il mondo? Quali elementi di continuità o di discontinuità ci saranno nei rapporti tra Usa e altri paesi?



Barack Obama è confermato per altri quattro anni alla Casa Bianca. Cosa significherà per il  mondo? Quali elementi di continuità o di discontinuità ci saranno nei rapporti tra i paesi politicamente ed economicamente più "pesanti" e gli Stati Uniti? La BBC, attraverso i suoi corrispondenti, offre una panoramica completa.

EUROPA
L'Europa si sveglierà questa mattina con una sensazione generale di sollievo. I sondaggi hanno sempre dimostrato come nel "vecchio continente" Obama sia molto più popolare di Romney. La continuità nei rapporti con Washington è considerata un'opzione migliore del cambiamento. Il Segretario Usa del Tesoro, Tim Geithner, e anche il Presidente Obama stesso, sono stati coinvolti da vicino nelle discussioni sul futuro dell'eurozona. L'Unione europea è così coinvolta nei suoi dibattiti interni sulla crisi economica che non vuole alcuna distrazione esterna. Inoltre su temi importanti di politica estera, come l'Iran, Unione europea e amministrazione Obama hanno lavorato a stretto contatto. Nel prossimo quadriennio non ci saranno cambiamenti sostanziali nei rapporti.

CINA
La vittoria del Presidente Obama arriva un giorno prima dell'inizio del totale cambio, che avviene una volta ogni dieci anni, di leadership a Pechino. Quindi l'attenzione dei leader cinesi è concentrata esclusivamente, al momento, sui "fatti di casa", senza guardare al di là del Pacifico. Ma durante la campagna elettorale sia Romney sia Obama hanno criticato la pratica di Pechino di manipolare lo yuan e la tendenza cinese di ignorare le leggi internazionali sul diritto d’autore. In Cina, ad alti livelli, c'è chi pensa che gli usa cercheranno di contenere la crescita della Cina nel continente asiatico e non solo. La relazione diplomatica Usa-Cina resta di gran lunga la più importante e determinante nel mondo intero.

AFGHANISTAN
Il ritiro dall'Afghanistan della maggior parte delle forze americane "combat" avverà entro la fine del 2014. L'eventuale elezione di Mitt Romney non avrebbe probabilmente cambiato la situazione a Kabul, anche se il candidato repubblicano aveva assicurato che avrebbe dato maggiore ascolto ai generali presenti "on the ground". La questione che ora Obama si troverà ad affrontare è quante truppe lasciare a Kabul dopo il 2014. I comandanti spingono per un distacco graduale, ma la Casa Bianca spingerà per un'accelerazione, con un piccolo numero di soldati che resterà in Afghanistan soltanto per assistere le forze armate locali.

IRAN
In tanti a Tehran temevano che una vittoria repubblicana significasse guerra. Il sentimento diffuso è che la vittoria di Obama renda più sicura la vita del popolo iraniano, perché gli Stati Uniti organizzeranno a breve un nuovo giro di colloqui sulle ambizioni nucleari iraniane. Non mancano tuttavia attivisti politici convinti che ora Obama aumenterà la pressione su Tehran. Naser Hadian, professore di scienze politiche alla Tehran University: "Obama, che a differenza di Romney gode di ampio credito internazionale, rinforzerà la coalizione anti-Iran". Cosa sarebbe stato preferibile per l'Iran? Romney e Israele che avrebbero senz'altro imposto la cessazione del programma di arricchimento dell'uranio oppure Obama che potrebbe addirittura sostenere il diritto dell'Iran al nucleare civile? A Tehran, in definitiva, tirano un sospiro di sollievo.

PAKISTAN
L'esercito pakistano, che ha un potere molto esteso nel paese, tradizionalmente si trova più a suo agio con i repubblicani al governo a Washington. I leader democratici hanno spesso mantenuto rapporti freddi con l'esercito di Islamabad, per le posizioni del paese su diritti civili, democrazia e armi nucleari. Allo stato attuale, gli Usa criticano aspramente il supporto del Pakistan a gruppi di terroristi nel nord, mentre il Pakistan non ha digerito le operazioni con i droni sul suo territorio, l'uccisione di Bin Laden sul suo territorio, e alcuni attacchi della Nato a postazioni pakistane di confine. Gli analisti credono che la vittoria di Obama aumenterà la pressione sul Pakistan, per favorire gli interessi degli Stati Uniti in Afghanistan.

MESSICO E AMERICA LATINA
E' diffusa in Messico la percezione che i repubblicani non rappresentino né comprendano gli interessi dei latinos che vivono negli Stati Uniti e delle loro famiglie oltre confine. Ciò non toglie che durante l'amministrazione Obama siano stati deportati  in Messico più immigrati irregolari che sotto a qualsiasi altra amministrazione dagli anni '50. In tanti tuttavia sperano che il secondo mandato di Obama porterà a un miglioramento dei rapporti tra Usa e paesi vicini, nonostante fino a oggi le promesse del Presidente sull'America Latina (relazioni col Venezuela,a embargo a Cuba, guerra alla droga in Messico) non siano state mantenute. Più che al voto presidenziale, il Messico era interessato al referendum sulla legalizzazione della marijuana in Colorado e a Washington che potrebbe portare a un incremento dei profitti dei cartelli della droga.

AFRICA

Barack Obama, sorprendentemente, nel suo primo mandato non ha mostrato alcun interesse per l'Africa subsahariana. Un unico breve viaggio. L'Africa che "interessa" agli Usa è quella della rivolte nel mondo arabo. Non c'è alcuna "dottrina Obama" per l'Africa, e l'attenzione su continente si intensifica soltanto quando si parla di terrorismo (il nord del Mali in queste settimane, ad esempio). Non c'è motivo di credere che le cose cambieranno nel corso del secondo mandato del Presidente degli Stati Uniti, che si concluderà nel 2016.
 

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