Martedì, 22 Giugno 2021
Stragi e polemiche

Strage al college, Obama in lacrime: "Cambiamo la legge sulle armi"

"Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, ma non posso farlo da solo", ha detto il presidente Usa in diretta tv visibilmente commosso dopo l'ennesima strage in un college americano

Obama parla dopo la strage nel college dell'Oregon (Infophoto)

ROMA - Serve con urgenza una riforma della legge sulle armi. Dopo la strage all'Umpqua Community College di Roseburg, in Oregon, dove hanno perso la vita dieci persone, Barack Obama è tornato su una delle battaglie che sta portando avanti da anni. Un discorso molto intenso quello del presidente fatto ieri sera in diretta tv, il nono in sei anni per commentare una strage.

"Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, ma non posso farlo da solo - ha detto Obama nel suo messaggio alla nazione - Spero di non dover tornare di nuovo qui nel mio mandato da presidente a fare le condoglianze. Ma, basandomi sulle mie esperienze, non posso garantirlo". Obama, che si ritrova a parlare di omicidi di massa per la quindicesima volta da quando è presidente, si è rivolto alla gente, al popolo americano, lanciando una sorta di accorato appello, chiedendo aiuto: "Sostenetemi per individuare la giusta maniera per cambiare le cose e per salvare le vite dei nostri ragazzi, e permettere loro di crescere".

"Siamo l'unico Paese moderno al mondo che vede questo tipo di sparatorie quasi ogni mese. Sono diventate una routine", ha quindi sottolineato Obama, individuando in questo triste primato una cosa del tutto inaccettabile.

E infine ha chiesto "buonsenso", quello che finora è mancato causando la mancanza di leggi adeguate:

Non ci sono leggi sufficienti sul controllo delle armi e per garantire la sicurezza. Come si può pensare che più armi ci rendano più sicuri?
 

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