Martedì, 22 Giugno 2021
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Il giornalista che ha scoperto sul dark web il piano di una ragazza per uccidere i genitori

La soffiata di un reporter britannico, che lavora per l'emittente BBC, ha portato all'arresto di una donna australiana, che era pronta a pagare 20mila dollari per l'omicidio della madre e del padre: l'acconto era già stato versato

Una soffiata di un giornalista britannico, che lavora per l'emittente BBC, ha portato all'arresto di una donna australiana. Le accuse sono pesantissime: la giovane, 26 anni, di Canberra, avrebbe usato il dark web per cercare di assoldare un killer per uccidere i suoi genitori, secondo la polizia. La vicenda è raccontata oggi dal Guardian.

La figlia che cerca sul dark web un killer per uccidere i genitori

La giovane avrebbe messo in conto di pagare 20.000 dollari per il duplice omicidio, secondo gli inquirenti. Il movente andrebbe fatto risalire a un possibile guadagno finanziario dopo la morte dei genitori. La polizia afferma che circa 6.000 dollari erano già stati pagati prima dell'arresto della donna, avvenuto lunedì scorso. La Australian Federal Police era stata avvertita a ottobre da un giornalista nel Regno Unito, che stava facendo ricerche sul dark web per una serie investigativa. Il giornalista lavorava per la società di produzione Novel, che era stata incaricata dalla BBC di condurre il lavoro. Su un sito il giornalista è incappato in indizi chiari, che suggerivano che un individuo aveva pagato online per l'omicidio di due persone in Australia.

"Crediamo che la donna abbia cercato il sito da sola e abbia preso accordi su quel sito, contattando qualcuno sul dark web ed effettuando il pagamento", ha detto il sergente Beth McMullen. Il "killer" che aveva individuato sul dark web, si è scoperto, non aveva alcuna intenzione di mettere in atto il piano, ma solo di intascare tutti i soldi. Gli inquirenti hanno espresso preoccupazioni per la salute mentale della giovane donna e per quello che "potrebbe pensare di fare in futuro".

Sono stati immediatamente presi provvedimenti per garantire la sicurezza dei genitori, poi la polizia ha iniziato a monitorare l'attività sul web  della figlia e ha esaminato i suoi registri bancari. L'indagine è culminata con un mandato di perquisizione eseguito lunedì in una casa in un sobborgo di Canberra, Fadden. La polizia ha sequestrato il computer e arrestato la donna, che è già comparsa in tribunale per una prima udienza, dove è stata accusata di due capi di imputazione di tentato omicidio, due di incitamento all'omicidio e altro. Secondo i resoconti dei media locali , non ha presentato domanda di libertà su cauzione. "un caso insolito", commenta l'ACT Policing australiana, "ma abbiamo notato un aumento della criminalità online, e certamente la criminalità che coinvolge il dark web", ha detto McMullen.

I genitori non sospettavano alcunchè del piano della figlia, dice la polizia. "Hanno collaborato pienamente con noi per fornire informazioni affinché le indagini venissero risolte il prima possibile". Madre e padre della 26enne si sono detti "sotto shock". Il sito web su cui la 26enne aveva contattato il presunto killer non è più attivo ma le indagini sono solo all'inizio. Sui media australiani l'identità della figlia è stata taciuta, per proteggere l'anonimato dei  genitori.

Che cos’è il dark web

Una piccola porzione di web non indicizzato è il dark web, che possiamo considerare un sottoinsieme del deep web. Stando alle stime dei ricercatori della Nasa, conta circa decine di migliaia di indirizzi Url: pochi se confrontati alla grandezza della rete.

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