Domenica, 11 Aprile 2021

Polizia uccide 16enne: scoppia la rivolta 'nera' a New York

Il dramma a Brooklyn, New York City. La vittima, Kimani Gray, era membro - secondo la polizia - di una gang di adolescenti e al momento del fermo avrebbe estratto una calibro 38. Ma testimoni negano

Un nuovo caso 'Trayvon Martin' - il ragazzo di colore disarmato ammazzato in Florida da un vigilante - scuote gli Stati Uniti. A Brooklyn, New York City, è scoppiata una vera e propria rivolta dopo l'uccisione sabato scorso di un sedicenne afroamericano da parte della polizia.

Scene di violenza, con vetri rotti di macchine e vetrine, si sono verificate dopo la veglia organizzata per ricordare Kimani Gray, detto Kiki. Si registrano anche feriti, il più grave un cliente di una farmacia rimasto ferito dopo che uno dei manifestanti gli ha fracassato una bottiglia sulla testa.

Anche in questo caso - come fu per Trayvon Martin - la famiglia del ragazzo di Brooklyn contesta le dichiarazioni della polizia secondo cui il ragazzo era armato di pistola quando hanno sparato. Gli agenti sostengono di avere tentato di avvicinare il ragazzo dopo averlo visto in stato di agitazione in mezzo ad un gruppo di persone.

A quel punto lui avrebbe tirato fuori una calibro 38 e i poliziotti hanno sparato. Una circostanza, questa, negata però da almeno due testimoni che hanno dichiarato come nelle mani di Kimani non ci fosse nessun'arma.

I residenti, secondo quanto scrive il New York Times, obiettano che troppo spesso la polizia se la prende con i neri abusando della politica dello 'Stop and Frisk' (la norma sulle perquisizioni).

Da parte sua la polizia ritiene che il ragazzo ucciso fosse membro di una delle tante gang di adolescenti che popolano Brooklyn.

Fonte: New York Times →
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