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Martedì, 25 Gennaio 2022
Le parole di Boris Johnson / Regno Unito

Omicron: c'è la prima vittima nel Regno Unito

Il piano del governo inglese: booster a tutti entro fine mese

C'è il primo morto da variante Omicron nel Regno Unito. A riferirlo è SkyNews che riporta le parole pronunciate dal premier inglese Boris Johnson durante una visita in un centro vaccinale a Paddington, nella zona ovest di Londra. "Omicron sta provocando ricoveri", ha detto Johnson, "e purtroppo c'è la conferma di almeno un decesso" causato dalla nuova variante. Secondo il primo ministro dunque, "l'idea che questa sia in qualche modo una versione più mite del virus" dovrebbe essere accontonata (almeno per il momento), "la cosa migliore che possiamo fare è ricevere il booster". 

A Londra il 40% dei contagi causati a Omicron

Circa il 40% dei nuovi contagi di Covid registrati a Londra è causato dalla variante Omicron. Lo ha detto il ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, preoccupato dall'aumento esponenziale dei casi, che tendono a raddoppiare nel giro di due-tre giorni. Con questi ritmi la Omicron è destinata a superare in tempi rapidi la Delta, diventando così dominante.

Il piano del governo inglese: booster a tutti entro la fine di dicembre

Javid ha aggiunto che il governo britannico "investirà tutto" sul programma di vaccinazione per garantire la somministrazione della dose booster. I medici generici si concentreranno solo su urgenze e vaccinazioni per le prossime settimane.

"Due dosi di vaccino non bastano. Arriva un'ondata di marea"

Al momento - ha spiegato - sono 10 le persone in ospedale in Inghilterra contagiate dal nuovo ceppo del virus. Javid ha quindi auspicato che l'obiettivo di garantire una dose booster ad ogni cittadino adulto nel Regno Unito entro la fine del mese sia realizzabile. "Ce la metteremo tutta". Sulla nuova variante, il ministro ha ribadito che si sta diffondendo ad un ritmo elevatissimo. "L'altra cosa che abbiamo imparato è che due dosi del vaccino non sono sufficienti, ma tre dosi - con un richiamo - sì".

La nuova variante è più lieve?

Al momento non ci sono evidenze che la nuova variante sia più lieve, anche se qualche esperto - basandosi sui primi dati - ha suggerito questo punto di vista. L'agenzia britannica per la salute e la sicurezza (UKHSA) avverte però che se anche Omicron fosse meno virulenta la progressione dei contagi è tale che la nuova variante rischia in ogni caso di travolgere il sistema sanitario. 

Il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory Università di Atlanta e fondatore della pagina social 'Pillole di ottimismo', invita però ad attendere le evidenze prima di avventurarsi in previsioni di restrizioni future.

"I dati clinici iniziali che vengono dal Sudafrica - ricorda - suggeriscono che la variante Omicron possa causare una malattia meno severa di quella causata dalle altre varianti di Sars-CoV-2". Ma "su questo punto - puntualizza - preferirei aspettare fino al 15 gennaio prima di iniziare a tirare delle conclusioni ed eviterei di diffondereingiustificati entusiasmi. Ci vogliono più tempo e molti più dati, chearriveranno senza dubbio alcuno".

"Nel frattempo, tuttavia - prosegue lo scienziato - provo a riflettere su un ragionamento fatto, con sfumature diverse, da numerosi colleghi, più o meno illustri: se una variante di Sars-CoV-2 è molto più  infettiva di un'altra e viene lasciata circolare liberamente, non importa quanto sia meno severa dal punto di vista clinico, perché dopo un periodo iniziale le ospedalizzazioni procurate dalla variante più infettiva supereranno largamente quelli della variante meno infettiva 
ma più patogenica, in quanto il numero totale dei casi sarà talmente  alto da far aumentare comunque, e di molto, anche quello dei casi severi. Ma è giusto questo ragionamento? Well, yes and no, direbbero  dalle mie parti. Nel senso che dipende da quanto la nuova variante sia più infettiva e da quanto sia meno patogenica".

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