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Sabato, 4 Dicembre 2021
Ambiente

La verità dell'Onu sul clima: "Riscaldamento è certo ed è colpa dell'uomo"

Il continuo rilascio di gas ad effetto serra causerà ulteriore riscaldamento e variazioni del sistema climatico. Per contenere questi cambiamenti "sono necessarie sostanziali e costanti riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra"

La responsabilità dell'uomo nel processo di riscaldamento climatico è più certa che mai e la temperatura media della terra potrebbe aumentare tra 0,3 e 4,8 gradi centigradi. Anche la stima dell'innalzamento delle acque del mare è stata rivista al rialzo, tra 26 e 82 centimetri entro il 2100, e la colpa del riscaldamento climatico del pianeta è da attribuire all'uomo, a partire almeno dal 1950. Sono queste le "verità" degli scienziati dell'Ipcc, il gruppo di esperti sul clima dell'Onu, che oggi da Stoccolma hanno diffuso il primo volume di un rapporto destinato a segnare la storia dell'umanità.

In terra, cielo e mare, l'innalzamento delle temperature è "inequivocabile", spiega l'Intergovernmental Panel for Climate Change. Il continuo rilascio di gas ad effetto serra causerà ulteriore riscaldamento e variazioni del sistema climatico. Per contenere questi cambiamenti "sono necessarie sostanziali e costanti riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra". Questi, fondamentalmente, sono i contenuti del primo volume di un rapporto in tre parti che sarà diffuso nella sua interezza nel corso dei prossimi 12 mesi, considerato il documento più esauriente mai elaborato finora sui meccanismi in corso sul riscaldamento del pianeta.

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LE COLPE DELL'UOMO

Ciascuno degli ultimi tre decenni è stato più caldo dei precedenti e il primo decennio del 21esimo secolo è stato il più caldo dal 1850: dall`inizio del 20esimo secolo la temperatura media del pianeta è cresciuta di 0.89 gradi centigradi, mentre il livello del mare è cresciuto in media di 19 cm. Inoltre, i ghiacciai dell`intero pianeta stanno perdendo massa e la copertura di ghiaccio dell`Artide sta diminuendo. Sono alcune considerazioni sui cambiamenti climatici contenute nel sommario per i policymakers del Working Group 1 ('Le basi scientifiche del cambiamento climatico') del V Assessment Report (AR5) dell`Intergovernmental Panel for Climate Change (Ipcc), presentato oggi a Stoccolma nel corso di una conferenza stampa internazionale.

Tra gli autori e curatori di questo rapporto sul cambiamento climatico solo quattro ricercatori italiani, tra cui Maria Cristina Facchini, Sandro Fuzzi e Susanna Corti dell`Istituto di scienze dell`atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) di Bologna. All`AR5 hanno contribuito nel complesso oltre 200 autori principali, 600 autori contributori e 50 curatori, oltre a 1.500 revisori di tutto il mondo, il solo WG1 di circa 2.200 pagine.

"Il nuovo rapporto conferma le tendenze sui cambiamenti climatici in atto - spiega Facchini, uno dei lead author del volume - e in particolare l`aumento della temperatura dell`atmosfera e degli oceani, l`incremento del livello del mare e la diminuzione dell`estensione e del volume del ghiaccio terrestre riscontrati sin dal 1950. Molti di questi fenomeni non hanno precedenti su una scala temporale che va dalle decine di anni ai millenni".

Elemento chiave del rapporto è l`anidride carbonica (CO2), principale responsabile del cambiamento in atto tra i gas serra. "La concentrazione di biossido di carbonio nell`atmosfera è cresciuta di più del 20% rispetto al 1958 e di circa il 40% dal 1750", precisa Sandro Fuzzi, review editor del volume: "È probabile al 95-100% che le attività antropiche, uso dei combustibili fossili e deforestazione, abbiano causato più della metà dell`aumento di temperatura osservato, che a sua volta ha causato il riscaldamento degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci, l`acidificazione degli oceani, l`innalzamento dei mari e l`intensificarsi di alcuni fenomeni estremi nella seconda metà del 20esimo secolo".

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