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Lunedì, 4 Marzo 2024
Il report

Onu: "Entro 5 anni nuovo record di riscaldamento climatico"

Un rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale avverte: "Nel Nord Europa la precipitazioni aumenteranno fino a settembre"

È quasi certo che il mondo sperimenterà nuove temperature record nei prossimi cinque anni e che le temperature probabilmente aumenteranno di oltre 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali. È l'avvertimento lanciato dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) delle Nazioni Unite in un nuovo rapporto. Il superamento della soglia cruciale di 1,5°, spiega una ricerca del Wmo appena pubblicata, potrebbe avere conseguenze disastrose. Dovrebbe essere solo temporanea, ma rappresenterebbe comunque una marcata accelerazione degli impatti umani sul sistema climatico globale e manderebbe il mondo in un "territorio inesplorato".

Torna El Nino

L'aumento della temperatura già notato in questi anni non si fermerà qui, dunque. Campanelli d'allarme sono gia' arrivati il mese scorso con temperature come quelle solitamente registrate a luglio ed agosto in Spagna, Portogallo, Marocco e Algeria, mentre il Vietnam con 44,1 gradi ha subito un picco storico, alla stregua del Sud-Est asiatico. La forte tendenza al riscaldamento di origine antropica continuerà a essere sempre più marcata. Inoltre, il risveglio del fenomeno El Niño durante la seconda metà del 2023 accentuerà temporaneamente questo riscaldamento. Questo fenomeno ricorrente è caratterizzato da un graduale aumento della temperatura delle acque del Pacifico orientale al largo del Perù, grazie a un cambiamento degli alisei. Accompagnato da vari fenomeni climatici estremi a livello regionale (precipitazioni intense che portano a frane in America Latina, per esempio), El Niño porta anche a un riscaldamento globale più marcato. 

Territorio inesplorato

Gli Stati membri della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici si sono impegnati, in base all'accordo di Parigi sul clima del 2015, a cercare di mantenere le temperature globali non oltre la soglia di 1,5° oltre i livelli preindustriali. Se questo parametro fosse superato, secondo gli scienziati si scatenerebbe una cascata di impatti sempre più catastrofici e potenzialmente irreversibili. Petteri Taalas, segretario generale del Wmo, ha dichiarato: ''Questo rapporto non significa che supereremo in modo permanente l'1,5° specificato nell'accordo di Parigi, che si riferisce al riscaldamento a lungo termine per molti anni. Tuttavia, il Wmo sta lanciando l'allarme che supereremo temporaneamente il livello di 1,5° con frequenza crescente".

Le temperature superficiali medie globali non hanno mai superato la soglia di 1,5°. La media più alta negli anni precedenti è stata di 1,28° sopra i livelli preindustriali. Il rapporto ha rilevato che esiste una probabilità del 66% di superare la soglia di 1,5° tra il 2023 e il 2027. Nuove temperature record sono state fissate in molte aree del mondo durante le ondate di caldo dello scorso anno, ma questi massimi potrebbero essere solo l'inizio, poiché il collasso climatico e l'impatto del Niño si combinano per creare ondate di caldo in tutto il mondo. "Le temperature medie globali sono destinate a continuare a salire, portandoci sempre più lontani dal clima a cui siamo abituati", ha avvertito Leon Hermanson, scienziato del Met Office che ha coordinato lo studio.

Gli effetti nell'immediato

L'aumento del riscaldamento già osservato nell'Artico dovrebbe continuare nei prossimi cinque anni, dove la temperatura dovrebbe aumentare tre volte più velocemente rispetto alla media del periodo 1991-2000. Altre conseguenze sono previste, in particolare un aumento del regime delle precipitazioni, tra maggio e settembre, nel Sahel, nel Nord Europa, in Alaska e nel Nord della Siberia.

Al contrario, è prevista una diminuzione delle precipitazioni nel bacino amazzonico e in alcune parti dell'Australia. Inoltre, secondo gli scienziati della Wwa (World weather attribution) che analizzano i fenomeni climatici estremi, molti eventi non si sarebbero potuti verificare senza che il cambiamento climatico fosse già all'opera. È il caso della recente ondata di caldo nella penisola iberica, della catastrofica siccità dall'ottobre 2020 nel Corno d'Africa e delle piogge estreme associate al ciclone Gabriel in Nuova Zelanda lo scorso febbraio.

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