Domenica, 14 Luglio 2024
Rapimenti e violenze / Israele

Cosa sappiamo sugli ostaggi a Gaza

Hamas ha rivendicato il rapimento di oltre 100 persone, mentre altre 30 sarebbero state prese dalla Jihad islamica. L'orrore mostrato sui social: uomini e donne portati via con la forza, mentre si moltiplicano gli appelli dei familiari

Caos in Israele. Mentre i carri armati si dirigono verso Gaza, sarebbero oltre 100 le persone prese in ostaggio dai miliziani di Hamas. Dopo l'attacco avvenuto durante un festival nel deserto vicino al kibbutz Reim, i social sono stati inondati da foto e video di rapimenti: uomini, donne e bambini che vengono portati via con la forza. Con il passare delle ore si moltiplicano gli appelli delle famiglie, preoccupate per la sorte che potrebbe toccare ai loro cari. Le autorità ebraiche parlando di circa 130 ostaggi: movimento islamico palestinese di Hamas ha rivendicato di avere preso in ostaggio oltre 100 israeliani durante la sua incursione di sabato, mentre la Jihad islamica ha detto di averne rapiti circa 30. Tra gli ostaggi figurano anche bambini, anziani e stranieri. Sono stati catturati per strada, nei kibbutz o strappati dalle loro case. I filmati che circolano in rete sono spaventosi, con la ferocia dei miliziani che si scaglia contro chiunque.

Rapimenti e violenze: l'orrore sui social

Strazianti le immagini di Noa Argamani, una ragazza letteralmente strappata dalle braccia del fidanzato e portata via in motocicletta mentre chiede aiuto. Con lei anche il ragazzo Avinatan, "scortato" da diversi uomini che gli tengono le mani legate, con il volto terrorizzato e incredulo. "No, non uccidermi", grida la 25enne nelle immagini diffuse sui social.

Terribile anche la storia di Shani Louk, giovane tatuatrice tedesca, riconosciuta nei video girati al festival. Sui social è stato condiviso l'appello della madre, Ricarda Louk: "Mia figlia, Shani Nicole, cittadina tedesca, è stata rapita da Hamas mentre partecipava con un gruppo di turisti a una festa nel sud di Israele - racconta - Mi è stato inviato un video dove ho potuto riconoscere mia figlia in una automobile, priva di coscienza, insieme a un gruppo di palestinesi, mentre attraversava le strade di Gaza''.  La madre, nel videomessaggio, mostra la foto della figlia, ventiduenne. La donna lancia un appello per ricevere aiuto e chiede di poter ricevere notizie sulla figlia, della quale mostra il passaporto. Lo zio della giovane, Winfried Gehr, al quotidiano Bild, ha detto che Nicole, insieme al suo ragazzo, avevano partecipato al festival: le ultime immagini la ritraggono che balla spensierata con un'amica, ma non è chiaro cosa le sia successo, come non è possibile dire con certezza che sia lei la ragazza tatuata ritratta in un secondo filmato, sdraiata inerme sul camion dei miliziani.  Disperso anche un cittadino britannico, il 26enne Jake Marlowe, che era un addetto alla sicurezza della festa.

Drammatico anche il caso di Yoni Asher, un uomo che ha denunciato il rapimento della moglie Doron Katz-Asher e le due figlie Aviv e Raz, di 3 e 5 anni, erano in casa della suocera, nel Kibbutz Nir Oz, quando Hamas ha fatto irruzione. Utilizzando il sistema dei geolocalizzazione del cellulare della donna, l'uomo ha rintracciato il dispositivo a  Khan Younis, una città a sud di Gaza. Non solo donne e bambini, ma anche persone anziane. Una donna israeliana ha infatti denunciato il rapimento della nonna, Yaffa Adar, di 85 anni: "Questa è mia nonna ed è stata catturata e portata a Gaza - si legge nell'appello condiviso sui social dalla nipote Adva Adar - Mia nonna che ha fondato il kibbutz, che credeva nei sionisti, che amavano questo Paese che l'ha abbandonata, è stata rapita. Probabilmente gettata chissà dove, niente medicine, niente cibo e niente acqua, lei che è malata e soffre di forti dolori. Nessuno ci parla, nessuno ci dice niente".

L'appello condiviso sui social da Adva Adar

La disperazione delle famiglie: "Vogliamo risposte"

Queste sono soltanto alcune delle drammatiche storie che arrivano da Israele, mentre le famiglie delle persone rapite chiedono informazioni sui propri cari, in molti casi senza ricevere risposta. I rappresentanti delle famiglie israeliane, i cui cari sono scomparsi dall'inizio della guerra ieri mattina, hanno convocato una conferenza stampa per "chiedere risposte". "Chiediamo risposte - ha detto un uomo, citato da Haaretz, le cui due figlie sono state rapite dai militanti di Hamas - Non tutte le risposte ci renderanno felici. Vogliamo restituire i bambini, i ragazzi, le ragazze alle loro famiglie il più presto possibile. Sono passate 48 ore dall'inizio di tutto questo e alcune famiglie non sanno nulla. Non possiamo affrontare questa situazione da soli, la strada è ancora lunga e i prossimi giorni saranno molto difficili".

Si presume che tra le persone rapite in Israele da Hamas vi siano cittadini tedeschi, rende noto il ministero degli Esteri di Berlino, aggiungendo che le persone rapite hanno tutte la doppia cittadinanza israelo-tedesca. Tra gli ostaggi, ci sono poi anche cittadini di altre nazionalità, tra cui 11 thailandesi, due messicani e anche un numero imprecisato di americani e tedeschi. Intanto, al centro per le persone scomparse vicino all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv decine di persone si stanno registrando e stanno effettuando tamponi del Dna. Cittadini con origini diverse ma con la stessa speranza, riuscire a riabbracciare i propri cari.

Continua a leggere su Today.it...

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Cosa sappiamo sugli ostaggi a Gaza
Today è in caricamento