Martedì, 19 Gennaio 2021
Corea del Nord

Quale accordo hanno davvero firmato in Corea i presidenti Kim e Moon

Un'alleanza economica tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Secondo gli esperti la promessa della denuclearizzazione di Pyongyang forse non sarà mai completa". Dopo lo storico incontro tra Kim Jong-un e Moon Jae-in gli Usa chiedono il Nobel per Trump

L'incontro tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in. Con loro la first lady Nordcoreana Ri Sol-ju e first lady sudcoreana Kim Jung-sook

"Kim Jong-Un vuole la pace tanto quanto il presidente Sudcoreano Moon e, soprattutto, il dittatore nordcoreano vuole migliorare in modo consistente le condizioni economiche di Pyongyang. E questa alleanza tra Coree sarà principalmente economica e commerciale". Lo dice ad Adnkronos Loretta Napoleoni, economista che ha studiato a lungo la storia e la società coreana. Napoleoni ha recentemente pubblicato per Rizzoli il libro 'Kim Jong-Un, il nemico necessario".

"Sulla denuclearizzazione invece -aggiunge Napoleoni- credo che il percorso sarà molto lungo. Kim sicuramente farà entrare gli ispettori, prenderà tempo e può anche darsi che alla fine questa denuclearizzazione non sarà completa. Ci sarà invece, anzi di fatto è già iniziato, un 'congelamento' dell'uso della minaccia nucleare".

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"Di sicuro, questo accordo rafforza Kim e il suo regime -sottolinea Napoleoni- e sarà sempre più difficile toglierlo dalla sua posizione di potere. Del resto, la Corea del Nord dispone di grandi risorse minerarie, la Corea del Sud di grandi risorse agricole: insieme fanno una potenza fantastica che si muoverà come una sorta di 'Unione europea' di due Stati, naturalmente con la benedizione della Cina, senza la quale questa operazione non sarebbe stata possibile". Riguardo invece a una ipotetica riunificazione politica delle due Coree, "questa è da escludersi categoricamente", conclude Napoleoni.

Gli Usa chiedono il Nobel per Trump

"Se la Corea del Nord cambia davvero, Donald Trump merita il Nobel per la pace". I passi avanti tra Pyongyang e Seul, con lo storico incontro tra Kim Jong-un e Moon Jae-in, spingono esponenti del partito repubblicano ad ipotizzare la candidatura del presidente Donald Trump al Nobel per la pace. E' uno dei pesi massimi del Gop, il senatore Lindsey Graham, ad introdurre l'argomento intervenendo a 'Fox and Friends', il contenitore mattutino di Fox News, emittente preferita dalla Casa Bianca.

"Donald Trump ha convinto la Corea del Nord e la Cina sulla sue intenzioni serie in relazione al cambiamento. Ancora non ci siamo arrivati. Ma se questo succede davvero, allora il presidente Trump merita il Nobel per la pace".

Corea, scoppia la pace attraverso la forza

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Il meeting tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha prodotto un documento congiunto -la 'Dichiarazione di Panmunjom per la pace, la prosperità e l'unificazione della penisola coreana'- in cui vengono indicati gli obiettivi di un cammino che i due leader si sono impegnati a percorrere insieme.

L'incontro, si legge nelle prime righe del testo, è avvenuto "in questo periodo di storica trasformazione nella penisola coreana che riflette la perdurante aspirazione del popolo coreano alla pace, alla prosperità e all'unificazione". "I due leader -si legge nel secondo capoverso dopo l'introduzione- solennemente hanno dichiarato davanti ad 80 milioni di coreani e davanti al mondo intero che non ci sarà più guerra sulle penisola coreana e che una nuova era di pace è cominciata".

La dichiarazione si snoda attraverso 3 punti principali, ognuno dei quali fa da cappello ad una serie di argomenti collegati. Il primo punto si riferisce in maniera complessiva alle relazioni tra i due paesi.

"La Sud e la Nordcorea ripristineranno le relazioni di sangue della popolazione e porteranno avanti il futuro di prosperità condivisa e di unificazione condotta dai coreani facilitando il complessivo e innovativo avanzamento delle relazioni intercoreane"

"Migliorare e coltivare le relazioni intercoreane è il principale desiderio dell'intera nazione e la sollecitazione urgente di questo periodo che non può essere ulteriormente frenata". In tale ottica va inserita l'intesa per creare un ufficio congiunto permanente nella città di Kaesong, al confine tra i due paesi. Nella struttura, rappresentanti di Pyongyang e Seul potranno discutere e "promuovere scambi civili e cooperazione".

Attualmente, i due paesi hanno uffici separati all'interno dei rispettivi confini. Kim e Moon, inoltre, hanno raggiunto l'accordo per organizzare incontri tra le famiglie separate dalla guerra del 1950-1953. La data scelta è il 15 agosto, che coincide con il Giorno della Liberazione Nazionale, che ha segnato l'indipendenza della penisola dal Giappone.

Il secondo punto principale punta ad aprire una nuova era: "La Sudcorea e la Nordcorea faranno sforzi condivisi per allentare l'acuta tensione militare e per eliminare in maniera concreta il pericolo di guerra nella penisola coreana". Il primo 'sottopunto' approfondisce il concetto: le parti "hanno raggiunto l'accordo per porre fine completamente a ogni atto ostile reciproco in ogni ambito -terra, aria e mare- che possa essere fonte di tensione militare e di conflitto".

In tale contesto, "le due parti hanno raggiunto l'intesa per trasformare la zona demilitarizzata in una zona di pace nel vero senso della parola, ponendo fine dal 1° maggio ad ogni atto ostile ed eliminando ogni strumento, compresa la trasmissione attraverso impianti di amplificazione e la diffusione di volantini, nelle aree lungo la linea di demarcazione militare".

Il terzo punto afferma che "Sudcorea e Nordcorea collaboreranno attivamente per stabilire un regime di pace permamente e solido sulla penisola coreana. Porre fine al corrente e innaturale condizione di armistizio e stabilire un solido regime di pace nella penisola coreana è una storica missione che non può essere ulteriormente rinviata".

Nei successivi 'sotto-punti', si riafferma la validità del patto di non aggressione e si evidenzia l'intesa per "un disarmo attraverso fasi".

La firma della pace prevede il coinvolgimento formale di Stati Uniti e Cina, che Seul e Pyognyang intendono coinvolgere in incontri a 3 o a 4 per "dichiarare la fine della guerra e stabilire un permamente e solido regime di pace".

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