Martedì, 22 Giugno 2021
Isis / Siria

L'Isis mina le rovine dell'antica città di Palmira

L'allarme è stato lanciato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Non è chiaro però quali siano i veri scopi degli jihadisti: distruggere "La Sposa del Deserto", come già sono stati distrutti altri siti archeologici non appartenenti all'Islam, oppure fermare l'avanzata delle truppe di Damasco

Il destino di Palmira sembra segnato. I miliziani dello Stato Islamico hanno collocato mine ed esplosivi nel sito dell'antica città di Palmira. A renderlo noto è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, l'organizzazione non governativa con base a Londra che ha una rete di informatori sul territorio. Non è chiaro però quale sia lo scopo di questa mossa.

MINE SOTTO LE ROVINE - Il capo del dipartimento archeologico siriano, raggiunto per telefono a Damasco, ha confermato di aver ricevuto anche lui notizie da residenti di Palmira, che hanno riferito di mine piazzate dall'Isis tra le rovine della “Sposa del Deserto”, città antichissima e dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco.  "Non sappiamo se lo scopo sia far saltare in aria le rovine o impedire alle forze del regime di avanzare nella città", ha commentato il direttore dell'osservatorio Rami Abdel Rahman. Le truppe di Damasco hanno lanciato pesanti attacchi aerei contro la parte residenziale della città negli ultimi tre giorni, uccidendo almeno undici persone. "Le forze del regime sono a ovest, fuori dalla città, e negli ultimi giorni hanno ricevuto rinforzi, suggerendo che possono avere in programma un'operazione per riconquistare Palmira", ha continuato Rahman.

APPELLO PER SALVARE PALMIRA - Da quando l’Isis ha preso Palmira lo scorso 21 maggio, la sorte delle grandiose e preziosissime rovine greco-romane è stata in pericolo. Il timore era che la città potesse subire lo stesso trattamento riservato dagli jihadisti nei confronti di siti archeologici come Nimrud e Hatra in Iraq, dove i miliziani dell’Isis hanno distrutto statue e templi perché non appartenenti all’Islam. Maamoun Abdulkarim, il capo del dipartimento archeologico di Damasco, ha lanciato un appello ai "residenti di Palmira, ai capi tribali, alle figure religiose e culturali, per intervenire per impedire (la distruzione)...e impedire quello che è avvenuto nel nord dell'Iraq". E ha aggiunto di essere "pessimista" e di provare "tristezza". 

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