Martedì, 15 Giugno 2021
Isis

L'Isis distrugge due mausolei a Palmira: "Simboli del politeismo"

Lo ha reso noto il "braccio mediatico" dell' Isis Wilayat Homs che ha anche diffuso in Rete le immagini della barbarie. Finora non risultano essere state distrutte le rovine romane di Palmira, "minate" però nei giorni scorsi dai jihadisti

I miliziani dello Stato Islamico hanno fatto saltare in aria due antichi mausolei del patrimonio archeologico di Palmira. Si tratta - riporta l’Ansa - del mausoleo di sheikh Mohammad Ben Ali e quello di Abu Behaeddin, a circa quattro chilometri dal sito archeologico romano. 

Lo ha reso noto il "braccio mediatico" dell' Isis Wilayat Homs che ha anche diffuso in Rete le immagini della barbarie. La distruzione dei due mausolei è stata poi confermata dall'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus). L'Unesco sta invece verificando: "Non abbiamo ancora nessuna conferma". Homs ha poi spiegato di aver distrutto un "simbolo del politeismo".

Finora non risultano essere state distrutte le rovine romane di Palmira, "minate" però nei giorni scorsi dai jihadisti.

Una delle immagini mostra la distruzione del mausoleo islamico di Mohammad Ben Ali, discendente del cugino del profeta Maometto. Si vedono inoltre foto di militanti che trasportano l'esplosivo al sito storico. 

I jihadisti dell'Isis "considerano questi mausolei islamici contrari alla fede", cioè una forma di idolatria, e perciò "hanno proibito qualsiasi visita ad essi", spiega il sito di news TgCom24 citando Maamoun Abulkarim, direttore delle antichità del governo siriano. 


APPELLO PER SALVARE PALMIRA - Da quando l’Isis ha preso Palmira lo scorso 21 maggio, la sorte delle grandiose e preziosissime rovine greco-romane è stata in pericolo. Il timore era che la città potesse subire lo stesso trattamento riservato dagli jihadisti nei confronti di siti archeologici come Nimrud e Hatra in Iraq, dove i miliziani dell’Isis hanno distrutto statue e templi perché non appartenenti all’Islam.

Maamoun Abdulkarim, il capo del dipartimento archeologico di Damasco, ha lanciato un appello ai "residenti di Palmira, ai capi tribali, alle figure religiose e culturali, per intervenire per impedire (la distruzione)...e impedire quello che è avvenuto nel nord dell'Iraq". E ha aggiunto di essere "pessimista" e di provare "tristezza". 

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