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Sabato, 10 Dicembre 2022
TERRORISMO

Il Vaticano dice sì all'uso della forza: "Fermare il genocidio dei cristiani"

Parole durissime del rappresentate della Santa Sede all'Onu, Silvano tomasi: "Usare la forza per fermare le mani dell'aggressore". Il Papa: "Il mondo cerca di nascondere la persecuzione in atto"

Contro il sedicente Stato islamico e "il genocidio" che commette a danno dei cristiani in Medio Oriente serve "una protezione più coordinata, che preveda l'uso della forza per fermare le mani dell'aggressore". A parlare così è l'arcivescovo Silvano Tomasi, rappresentante del Vaticano all'Onu a Ginevra, in un'intervista rilasciata alla rivista cattolica Crux. "Dobbiamo fermare questo tipo di genocidio - ammonisce Tomasi - Altrimenti in futuro ci lamenteremo, chiedendoci perché non abbiamo fatto nulla, perché abbiamo permesso che accadesse una simile tragedia".

Sì ALLA FORZA - L'arcivescovo - le cui parole riecheggiano quelle pronunciate nelle settimane scorse da Papa Francesco, secondo cui l'uso della forza è legittimo per fermare un aggressore ingiusto - sottolinea quindi che "sta alle Nazioni Unite ed ai suoi Paesi membri, specialmente quelli del Consiglio di sicurezza, determinare la forma esatta dell'intervento, ma la responsabilità (di agire) è chiara". Ancora, il nunzio spiega che qualsiasi coalizione contro l'Is deve comprendere i Paesi musulmani del Medio Oriente, perché non può avere "un approccio occidentale", e operare sotto l'egida dell'Onu.

IL PAPA - "Il mondo cerca di nascondere" la persecuzione contro i cristiani, che "versano il sangue soltanto perchè credono in Gesù". Lo ha detto Papa Francesco all'Angelus di oggi in piazza S. Pietro a Roma. "Con molto dolore - ha detto Bergoglio - ho appreso degli attentati di oggi contro due chiese a Lahore in Pakistan, che hanno provocato numerosi morti e feriti. Sono chiese cristiane: i cristiani sono perseguitati, i nostri fratelli versano il sangue soltanto perchè sono cristiani. Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e le loro famiglie, chiedo e imploro dal Signore, fonte di ogni bene, il dono della pace e della concordia per quel paese e che questa persecuzione contro i cristiani, che il mondo cerca di nascondere, finisca e ci sia la pace", ha concluso il Papa.

Bombe contro le chiese in Pakistan

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