Domenica, 25 Luglio 2021
Mondo Egitto

"Senza paura, niente auto blindata": il viaggio di Papa Francesco in Egitto

Diciottesimo viaggio apostolico all'estero di Bergoglio per rilanciare il dialogo con l'Islam moderato. Dubbi e timori per la sicurezza dopo i recenti attentati. "Non siamo preoccupati", dicono dalla Santa Sede

Foto Ansa

A tre settimane dai sanguinosi attentati alle chiese copte della Domenica delle Palme, e ad ancora meno dall'attacco armato al monastero di Santa Caterina, sul Sinai, dove una cellula Isis semina da tempo il terrore tra la comunità cristiana, Papa Francesco oggi arriva in Egitto con la sua "scommessa" di rilanciare il dialogo con l'Islam moderato e di cercare di isolare così, il più possibile, le derive estremistiche.

Niente auto blindate. E, soprattutto, nessuna paura. Durante il suo viaggio, confermato nonostante i recenti attentati, il Pontefice "userà per gli spostamenti un'automobile chiusa, ma non blindata. Così ha voluto", ha riferito in un briefing con i giornalisti il direttore della Sala stampa vaticana, Greg Burke. "La sicurezza - ha detto Burke - è una questione centrale ovunque oggi, non solo in Egitto. Il Papa però vuole andare avanti, anche come segno di vicinanza a questo popolo".

Non siamo preoccupati, il Papa si sposterà su una comunissima auto coperta non blindata e anche da parte egiziana c'è tutta la volontà che le cose vadano bene.

Si tratta del diciottesimo viaggio apostolico all'estero di Bergoglio. Uno dei più attesi e allo stesso tempo difficili del suo pontificato. "Mi recherò pellegrino di pace nell'Egitto di pace", ha twittato. Le motivazioni del viaggio le ha sintetizzate lui stesso nel videomessaggio inviato tre giorni fa, e che in Egitto, trasmesso in tv, è girato molto sui social. Il Papa si dice "messaggero di pace", auspicando che la sua visita "sia un abbraccio di consolazione e di incoraggiamento a tutti i cristiani del Medio Oriente", un messaggio "di fraternità e di riconciliazione a tutti i figli di Abramo", "particolarmente al mondo islamico", in cui l'Egitto "occupa un posto di primo piano". Francesco vuole che il suo sia anche "un valido contributo al dialogo interreligioso con il mondo islamico" e al "dialogo ecumenico con la venerata e amata Chiesa Copto Ortodossa".

LE TAPPE DEL VIAGGIO: SARA' TOCCATO ANCHE IL CASO REGENI

La visita, che durerà in tutto 27 ore, con arrivo al Cairo alle 14.00, avrà i suoi momenti centrali, venerdì pomeriggio, nella visita al presidente della Repubblica Abdal Fattah al-Sisi (con cui non dovrebbe mancare una richiesta di verità sull'omicidio di Giulio Regeni, come chiesto al Papa dalla famiglia); nella visita storica all'Università di Al-Azhar, massima università dell'Islam sunnita, centro di istruzione di migliaia di imam e predicatori, e l'incontro col grande imam Ahmad al-Tayyeb; nel discorso di Bergoglio alla Conferenza internazionale sulla pace organizzata da Al-Azhar (ore 16.00), da cui uscirà anche un documento finale sul "Rinnovamento del discorso religioso"; nell'incontro e nel discorso alle autorità egiziane (16.40); quindi la visita al patriarca copto-ortodosso Tawadros II (17.20), con cui Francesco visiterà la chiesa di San Pietro, bersaglio di un attentato dell'Isis l'11 dicembre scorso, con decine di morti e feriti: un momento, questo, per manifestare la sua vicinanza e ricordare ancora "l'ecumenismo del sangue" che oggi unisce i cristiani. Sabato alle 10.00 il Papa celebrerà per la piccola comunità copto-cattolica la messa nello stadio super-protetto dell'Aeronautica, alla presenza anche di musulmani e copti ortodossi. Quindi nel pomeriggio (15.15), prima di ripartire per Roma, l'incontro con il clero e i religiosi.
 

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