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Domenica, 28 Novembre 2021
DATAGATE

L'orecchio Usa anche in Vaticano: intercettato Papa Francesco

Nel marzo scorso, durante il Conclave, sarebbero state ascoltate tutte le telefonate da e per il Vaticano. Intanto, si fa strada l'ipotesi che l'Italia abbia fornito agli Usa gli strumenti per le intercettazioni

ROMA - Americani, spagnoli, tedeschi, italiani, francesi. E, giusto per non scontentare nessuno, anche Papa Francesco. Ci sarebbe anche il Pontefice, infatti, fra gli intercettati dal grande orecchio della Nsa, l'agenzia nazionale americana per la sicurezza. In particolare, le conversazioni da e per il Vaticano sarebbero state ascoltate fin sulla soglia del Conclave del marzo scorso

Base logistica dell'operazione sarebbe, secondo "Panorama", un centro di spionaggio americano a Roma che troverebbe sede all'interno dell'ambasciata americana nella Capitale. Citando un documento del 2010 dell'archivio di Edward Snowden, la talpa del Datagate, "Panorama" spiega che la Nsa analizzerebbe il traffico voci e dati, intercettando i cellulari delle autorità e seguendo i flussi finanziari. 

Fra queste autorità sarebbe finito proprio Papa Francesco. Anche se Padre Lombardi ha chiarito che "non ci risulta nulla su questo tema e in ogni caso non abbiamo alcuna preoccupazione in merito".

Intanto, mentre lo scandalo si allarga a dismisura, prende sempre più corpo l'ipotesi che sia stata l'Italia a fornire agli Usa gli strumenti necessari per le intercettazioni sulla base di un accordo segreto di "amicizia" per lo scambio delle informazioni. 

Accuse, pesanti, alle quali il premier Letta sarà chiamato a replicare lunedì undici novembre con un'informativa in Parlamento. Sperando che, almeno, non sia intercettato anche lì. 

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