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Lunedì, 20 Maggio 2024
TERRORISMO / Francia

Parigi, due blitz e un bagno di sangue: il racconto di quei drammatici minuti

Teste di cuoio contro terroristi. Così sono finiti i due giorni di incubo che hanno portato la Francia nel baratro. Nel supermercato kosher è stata una carneficina

PARIGI - E' finito in un bagno di sangue il doppio blitz delle teste di cuoio francesi contro i terroristi che stavano tenendo con il fiato sospeso il paese asserragliati in due diverse zone della capitale. I tre jihadisti sono morti, ma nel corso della seconda operazione avrebbero perso la vita anche 4 ostaggi e altri quattro verserebbero in condizioni gravissime. 

IL DOPPIO BLITZ - Gli agenti hanno preso d'assalto prima la tipografia di Dammartin-en-Goele, nei pressi dell'aeroporto Charles de Gaulle, dove si erano rifugiati Cherif e Said Kouachi, ritenuti responsabili della strage all'interno della redazione del Charlie Hebdo. In un primo tempo si pensava che tenessero in ostaggio una persona, che invece si era nascosta all'interno della tipografia. I due fratelli sono stati uccisi. Negli stessi minuti è scattata l'operazione anche a Porte de Vincennes, quartiere parigino dove oggi si è registrata un'ulteriore sparatoria con due persone uccise. 

MORTO IL KILLER - Il killer, identificato come Amedy Coulibaly, aveva colpito anche ieri causando la morte di una poliziotta. Anche Coulibaly è morto sotto i colpi degli agenti francesi, ma al termine del blitz la polizia ha trovato i corpi di almeno quattro persone uccise e altrettante gravemente ferite all'interno di un negozio di alimentari kosher. Sarebbe riuscita invece a fuggire una complice di Coulibaly, Hayat Boumeddiene. Tutti facevano parte della "filiera di Buttes-Chaumont", cellula islamica del nord di Parigi, nata attorno al predicatore Farid Benyettou. 

IL RACCONTO - Le esplosioni hanno scosso il quartiere, una ha fatto saltare le vetrine del negozio, ed è scoppiata la sparatoria, mentre le teste di cuoio entravano nel locale. "E una guerra!", gridava una madre trascinando via la figlia. Il sequestratore è stato ucciso con quattro ostaggi, mentre altre quattro persone sono gravissime, ma molti sono riusciti a mettersi in salvo, tra le corse delle ambulanze e un ingorgo di veicoli di emergenza e di polizia, sotto l'occhio degli elicotteri.

ATTACCO ALLA TIPOGRAFIA - Qualche momento prima le forze speciali della gendarmeria erano entrate in una tipografia di Dammartin-en-Goele, fuori dalla capitale francese. Lì si trovavano trovavano i due presunti autori del massacro di Charlie Hebdo, insieme a un impiegato, che è rimasto nascosto anche ai due jihadisti. Tra il fumo delle esplosioni i due fratelli, a cui migliaia di agenti davano la caccia da 48 ore, sono usciti sparando e sono stati abbattuti. Un epilogo tragico di una caccia all'uomo che ha impegnato migliaia di agenti del corpi di élite arrivati a Dammartin-en-Goele e alla Porte de Vincennes in attesa dells battaglia inevitabile.

IL RACCONTO - "E' successo tutto molto in fretta. Abbiamo visto gli elicotteri e i corpi speciali tutto intorno, abbiamo iniziato ad avere un po' di paura" ha detto Stephane, 45 anni, costretto a uscire dalla sua casa nella cittadina tranquilla a una quarantina di chilometri da Parigi. "Ci hanno dato appena il tempo di prendere un cappotto, ora aspettiamo". I cecchini si sono messi in posizione sui tetti e sono arrivate decine di camionette di rinforzi di polizia. Agenti con maschera e casco e armi automatiche in mano seguivano la scena dagli elicotteri, ma non hanno atteso a lungo.

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