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Domenica, 29 Maggio 2022
La richiesta dell'Ue

Cosa sono i "passaporti d'oro" e cosa rischiano russi e bielorussi

La Commissione Ue ha chiesto agli Stati membri di abrogare la cittadinanza destinata agli investitori russi e bielorussi che "sostengono la guerra in Ucraina"


"Abrogate i golden passports" dei cittadini russi e bielorussi. La raccomandazione arriva direttamente dalla Commissione europea, che ha chiesto agli Stati membri di togliere "immediatamente" i programmi di cittadinanza destinati agli investitori, i cosiddetti 'passaporti d'oro' o 'permessi di soggiorno d'oro', dato che alcuni cittadini russi e bielorussi che "sostengono in modo significativo la guerra in Ucraina" potrebbero aver acquisito la cittadinanza nell'Ue, e quindi il diritto di circolare liberamente nello Spazio Schengen.

La Commissione Ue: "Abrograre i passaporti d'oro"

La Commissione raccomanda anche agli Stati membri di valutare se revocare la cittadinanza concessa a russi e bielorussi sanzionati dall'Ue in relazione alla guerra in Ucraina. Anche i permessi di soggiorno concessi a cittadini russi e bielorussi sanzionati andrebbero revocati, sottolinea la Commissione. Per il commissario alla Giustizia Didier Reynders, "i valori europei non sono in vendita. Riteniamo che la vendita della cittadinanza mediante 'passaporti d'oro' sia illegale a norma del diritto dell'Unione, metta in grave pericolo la nostra sicurezza e apra la strada alla corruzione, al riciclaggio di denaro e all'elusione fiscale".

"Il diritto di circolare liberamente all'interno dello spazio Schengen - aggiunge la commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson - è uno dei nostri maggiori punti di forza. Per evitare che si abusi di questo diritto sono necessari controlli rigorosi. Ora più che mai, di fronte alla guerra, dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che i russi e bielorussi colpiti dalle sanzioni o che sostengono la guerra di aggressione di Putin non possano entrare nell'Ue grazie ai loro soldi".

La Commissione è da tempo preoccupata per questi schemi che concedono la cittadinanza Ue in cambio di soldi: nell'ottobre 2020 ha avviato procedure di infrazione contro Malta e Cipro per i rispettivi programmi in materia e ha invitato la Bulgaria a fornire maggiori informazioni sul suo programma di di cittadinanza per gli investitori.

Cosa sono i passaporti d'oro?

I cosiddetti "passaporti d'oro" sono una sorta di lasciapassare per l'ingresso in Europa: pagando si può ottenere una cittadinanza che permette l'accesso all'Occidente, qualsiasi sia la propria storia personale. Secondo i dati pubblicati in un'inchiesta del Guardian, il prezzo di un passaporto d'oro rilasciati dalle isole Vanuatu è di circa 130mila euro, un fenomeno molto più diffuso e che riguarda investitori di ogni genere. Nel 2020 sono state circa 2mila le persone che hanno ottenuto tale beneficio. Un business che è valso all'isola di Vanuatu oltre 116 milioni di dollari solo l'anno scorso. I cosiddetti “passaporti d'oro” rientrano in quelli che vengono chiamati Cbi. Tradotto significa “cittadinanza tramite investimento”, e l'isola del Pacifico non è l'unica a utilizzare questo tipo di programma.

La possibilità di accedere alla cittadinanza attraverso ingenti somme di denaro è diffusa anche altrove. A Cipro, ad esempio, si può ottenere con un investimento pari o superiore ai 2 milioni di euro, mentra Malta servono 36 mesi di residenza e il pagamento di 650mila euro nel Fondo di Sviluppo del governo. Secondo il Report di Global Witness e Transparency International, dal 2008 al 2018, questo sistema ha portato nella UE più di 25 milioni di euro di investimenti, ma adesso, per i cittadini russi e bielorussi con i passaporti d'oro, i privilegi potrebbero interrompersi.

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