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Lunedì, 23 Maggio 2022
Nuove restrizioni / Cina

Pechino stringe la morsa sul web

La misura abbraccia quella già adottata lo scorso giugno, quando il governo cinese ha limitato l'uso dei giochi online ai bambini

Continua la stretta del governo cinese sui giganti del digitale. La Cyberspace Administration of China (CAC), il principale ente regolatore del web cinese, ha rilasciato una bozza di regolamentazione sulle piattaforme online. L'ente, infatti, stringe ulteriormente la presa su piattaforme di streaming, social network e siti di messaggistica online affinché limitino l'utilizzo dei loro servizi da parte dei minorenni. La misura abbraccia quella già adottata lo scorso giugno, quando il governo di Pechino ha limitato l'uso dei giochi online ai bambini, riducendo l'orario di accesso alle piattaforme solo nel weekend. La nuova stretta avrà certamente ripercussioni sui big del web cinese, che devono attenersi alle rigide norme sulla pubblicazione dei contenuti e sulla tutela e conservazione dei dati degli utenti. 

La tutela verso i minori

Riflettendo le preoccupazioni del Partito Comunista Cinese sull'"influenza negativa" delle principali piattaforme digitali sui giovani, la nuova bozza del CAC traccia una traiettoria sulla pubblicazione dei contenuti, ponendo maggiore attenzione alla fruizione dei servizi ai minori a cui, inoltre, non sarà permesso la partecipazione a raccolte fondi online o a sondaggi sulla popolarità delle celebrità.

L'ente regolatore del web cinese ha previsto sanzioni nel caso in cui le aziende non rispettino le direttive. I big digitali potrebbero incorrere in multe calcolate sul 5 per cento delle entrate annuali rispetto all'anno precedente, fino a un tetto massimo di 50 milioni di yuan (7,88 milioni di dollari). Le sanzioni potrebbero includere anche la sospensione di licenze o delle operazioni commerciali.

Diverse piattaforme cinesi, come WeChat (Weixin in cinese) e alcuni dei principali siti di streaming video, hanno introdotto la "modalità giovani", per limitare l'uso dei loro servizi ai minorenni.  

Già nel 2020, WeChat ha lanciato un servizio che consente ai genitori di impedire ai propri figli di fare regali ai live blogger (i protagonisti delle dirette streaming che monetizzano in base alle visualizzazioni o a donazioni da parte degli utenti) oppure ad accedere ai giochi online. 

La stretta su Tencent

La Tencent, il gigante digitale di Shenzhen che ha registrato una brusca contrazione a causa del lockdown imposto nella megalopoli, non vive un momento florido. L'azienda tecnologica è finita nel mirino dell'autorità cinesi per il trasferimento di denaro per scopi illeciti. La People's Bank of China ha scoperto che WeChat Pay, il servizio della Tencent che consente il trasferimento di denaro, ha consentito l'utilizzo del sistema per il movimento monetario per il gioco d'azzardo. 

Per le autorità governative, che stanno prendendo di mira i giganti del web per contrastare la fuoriscita di capitali, WeChat Pay non avrebbe rispettato le norme di antiriciclaggio cinesi, violando le normative "know your customer" e "know your business", ovvero quelle disposizioni che impongono alla società di verificare l'identità degli utenti e dei venditori che effettuano transazioni sulla propria piattaforma.
Un'indagine sul potenziale riciclaggio di denaro aprirebbe un nuovo fronte nella vasta repressione di Pechino, che ha già spazzato via centinaia di miliardi di dollari per i bid del ride sharing e dell'e-commerce.

La divisione fintech di Tencent è al centro delle attività del gigante dei social media, che permette le transazioni monetarie per il food delivery di Meituan oppure per i pagamenti dei servizi di trasporto, attraverso l'app Didi. A partire dal 2021, WeChat Pay ha gestito circa il 40 per cento dei pagamenti online cinesi.

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