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Venerdì, 31 Maggio 2024
la visita "nascosta" / Cina

Così Pechino fa pressione sull’Italia per non uscire dalla Via della Seta

Per Roma sembra quindi necessario mantenere aperto un canale per dialogare con la leadership cinese

Giorgia Meloni prova ancora a tranquillizzare la leadership cinese che teme un passo indietro del governo italiano sulla Nuova Via della Seta cinese, il progetto infrastrutturale a cui Roma ha aderito nel 2019. "Il futuro delle relazioni con Pechino è oggetto di un intenso dibattito a livello Ue", ha detto la premier nelle comunicazioni in Aula alla Camera in vista del Consiglio Europeo del 29 e 30 giugno. "Dobbiamo prendere atto che quella cinese e quella europea sono economie per molti aspetti interdipendenti, il cui rapporto è stato spesso viziato da pratiche distorsive e dovrebbe invece evolvere verso standard e regole comuni", ha affermato la leader di Fratelli d'Italia strizzando l'occhio alla politica di "de-risking" promossa dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e ormai abbracciata anche dalla Casa Bianca.

Dopo aver messo da parte la retorica del divorzio completo da Pechino, cioè il "decoupling", le economie europee e americane hanno trovato il compromesso della mitigazione del pericolo (de-risking, appunto) per non trovarsi dipendente dall'economia del gigante asiatico. Bruxelles ha capito che è impossibile rinunciare alle relazioni economiche con la Cina.

Così la Cina rilancia in Italia la Nuova Via della Seta

E a questa comprensione è arrivata anche Roma. Per la premier bisogna "sostenere con forza la competitività del nostro sistema produttivo per non cadere in nuovi deleteri legami di dipendenza". Con queste parole Meloni probabilmente lascia intendere quello che le rivelazioni giornalistiche hanno preannunciato da tempo, cioè che l'Italia avrebbe intenzione di uscire entro la fine del 2023 dalla Via della Seta, proteggendosi però dalle ritorsioni dal gigante asiatico. Per Roma sembra quindi necessario mantenere aperto un canale per dialogare con la leadership cinese. 

Pechino di certo non resta ferma a guardare in attesa di una decisione definitiva del governo italiano sul rinnovo al progetto infrastrutturale voluto da Xi Jinping. Il diplomatico e politico cinese Liu Jianchao, da poco più di un anno a capo dell’International Liaison Department, il Dipartimento per le Relazioni Internazionali del Partito Comunista Cinese, ha incontrato una lunga schiera di politici italiani per una missione diplomatica. Come rivelato da Il Foglio - che per primo aveva dato notizia della missione del diplomatico cinese in Italia - Liu ha avuto diversi incontri con esponenti del governo Meloni per fare trovare una soluzione al progetto strategico da cui Meloni vorrebbe uscire.

Ecco perché Meloni dovrebbe uscire dalla Via della Seta cinese 

Sebbene la stampa italiana - fatte le dovute eccezioni - sia stata un po' silente sulla presenza del diplomatico cinese in Italia, non si può dire lo stesso dei media di Stato cinesi. Tra il 26 e il 27 giugno Liu ha incontrato prima a Milano alcuni parlamentari dell’Associazione di amicizia parlamentare Italia-Cina - una delegazione di imprenditori italiani - con cui avrebbe discusso della Via della Seta. Poi Liu è volato a Roma per incontrare la seconda carica dello Stato, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Nella Capitale, il capo del dipartimento per le Relazioni internazionali del Partito comunista cinese ha ricevuto una calorosa accoglienza. 

Dopo la visita a Palazzo Giustiniani dove La Russa, esponente di Fratelli d'Italia (il partito di cui Meloni è leader), gli ha fatto da "Cicerone", il diplomatico cinese ha incontrato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. La Farnesina non ha pubblicato alcuna nota sull’incontro con Tajani, che invece ne ha dato notizia con una "storia" sul suo profilo Instagram. Del faccia a faccia tra i due ne parla però il Global Times, organo della propaganda del Partito comunista cinese, raccontando che il vicepremier avrebbe detto che l’Italia è pronta a diventare un ponte di collegamento tra l’Europa e la Cina e a continuare a svolgere un ruolo positivo nelle relazioni tra Bruxelles e Pechino.

La Via della Seta, la trappola del debito e la scelta di Meloni 

A far storcere il naso è stato l'incontro che Liu ha avuto con la Segretaria del Pd, Elly Schlein, a cui hanno partecipato anche il responsabile Esteri Peppe Provenzano e i capigruppo nelle commissioni Esteri di Camera e Senato Enzo Amendola e Alessandro Alfieri. Al centro del confronto le sfide del multilateralismo e della transizione ecologica. Durante l’incontro – si legge in una nota del Pd – la segretaria ha esposto le posizioni del Pd sulla tutela dei diritti umani e sulla guerra in Ucraina, auspicando un ruolo della Cina nei confronti della Russia per porre fine all’invasione, e sulla necessità di una cornice strategica europea alle relazioni economiche e istituzionali con la Repubblica Popolare Cinese. 

Tornando al tema della Via della Seta. La premier sembra voler sfruttare tutto il tempo di cui dispone per prendere una decisione. Ribadendo che con la Cina "si possano avere ottime relazioni, senza far parte di un piano strategico", Meloni replica al Senato ha affermato che "le valutazioni sono in corso, c'è tempo per modificare, la questione va maneggiata con delicatezza, cura e rispetto e anche coinvolgendo il Parlamento: su questioni così delicate meglio non premere per accelerare ma per trovare soluzioni le più valide possibili nella difesa del nostro interesse". Nel frattempo, i diplomatici cinesi ricevono una accoglienza piuttosto significativa dagli esponenti del governo. 

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