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Sabato, 28 Maggio 2022
Il caso / Germania

La Chiesa tedesca blocca l'indagine sui preti pedofili

Rescisso il contratto con l'istituto che indagava sui casi di abusi avvenuti tra il 1945 e il 2010. La Conferenza episcopale avrebbe chiesto di poter intervenire a posteriori sui risultati

Fare piena luce sullo scandalo dei preti pedofili, che tre anni fa sconvolse l'intera Germania? Era questo l'obiettivo di un approfondito studio commissionato nel 2011 all’Istituto per la ricerca criminologica della Bassa Sassonia (Kriminologischen Forschungsinstitut Niedersachsen, KFN), per chiarire tutti i casi di abusi avvenuti tra il 1945 e il 2010. Ma il contratto con l'Istituto è stato rescisso per volere della Chiesa tedesca. Inevitabili le polemiche.

Il vescovo Stephan Ackermann, delegato della Conferenza episcopale in materia di abusi, ha spiegato che è stato sospeso lo studio perché non c'era più il necessario rapporto di fiducia con Christian Pfeiffer, direttore dell'Istituto. "Continueremo l'indagine con un altro partner", ha assicurato. Pfeiffer dal canto suo racconta un'altra verità: la Chiesa ha voluto censurare i fatti che stavano venendo alla luce.

La Conferenza episcopale avrebbe chiesto di poter intervenire a posteriori sui risultati, di autorizzarli prima della pubblicazione e, in caso, di vietarli. Alcune diocesi tedesche avrebbero inoltre distrutto in passato diversi atti sugli abusi e non avrebbero risposto ora alle richieste di chiarimento avanzate da Pfeiffer.

"Eravamo partiti bene, ma all’improvviso sono emerse resistenze dall’arcidiocesi di Monaco e Frisinga" ha detto Pfeiffer alla tv pubblica tedesca. "Evidentemente, ha aggiunto, alcuni non vogliono che i casi vengano chiariti perché temono di danneggiare la Chiesa. Anche così, però, il danno d’immagine è stato inevitabile: la Chiesa, è la domanda che circola ora, è davvero interessata alla piena trasparenza e a un’indagine indipendente?".

Quando all'inizio del 2010 lo scandalo degli abusi sessuali su minori, dopo aver travolto la Chiesa negli Stati Uniti e in Irlanda, si allargò anche alla Germania, i vescovi tedeschi reagirono in maniera esemplare. Venne creato un referente unico per i casi di abuso in tutto il Paese – monsignor Stephan Ackermann, vescovo di Treviri e fu inaugurato un numero verde per le vittime.

La rottura della collaborazione con l'Istituto è stato accolta con preoccupazione del movimento cattolico di riforma "Noi Siamo Chiesa": "Il modo in cui i vescovi hanno gestito questa faccenda fa temere una nuova ondata di abbandoni della Chiesa, come quella che nel 2010 ha portato 181mila persona ad annunciare la loro uscita dalla comunità ecclesiale".

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