Mercoledì, 20 Ottobre 2021
La decisione

Pedofilia, vietato citare in giudizio il Vaticano

Per la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo la Santa Sede non può essere chiamata in giudizio per i casi di abusi sessuali commessi da sacerdoti: la sua immunità è riconosciuta da "principi di diritto internazionale". Respinto il ricorso di 24 querelanti belgi

La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha rigettato 24 querelanti che avevano citato in giudizio senza successo il Vaticano nei tribunali belgi per atti di pedofilia commessi da preti cattolici. Per la Cedu, la Santa Sede non può essere chiamata in giudizio per i casi di abusi sessuali commessi su minori da parte dei suoi sacerdoti, ribadendo la sua "immunità" riconosciuta da "principi del diritto internazionale". È la prima volta che la Cedu si pronuncia su questo argomento.

I tribunali belgi avevano invocato proprio l'immunità giurisdizionale della Santa Sede respingendo i ricorrenti, di nazionalità belga, francese e olandese. Questi si erano rivolti alla Cedu sostenendo di non aver potuto far valere in sede civile le loro rimostranze contro il Vaticano ma per la corte di Strasburgo non vi è stata alcuna violazione delle disposizioni della Convenzione europea dei diritti dell'uomo sul "diritto all'accesso al tribunale". Per la Cedu, infatti, la decisione dei tribunali belgi di respingere i ricorrenti non ha "deviato dai principi del diritto internazionale generalmente riconosciuti in materia di immunità dello Stato".

La Corte Europea nega il diritto di denunciare il Vaticano

La vicenda, come ricostruito dalla Cedu in un comunicato, ha preso il via nel 2011 quando era stata intentata in Belgio un'azione collettiva per ottenere un risarcimento dal Vaticano, dai vertici della Chiesa cattolica belga e dalle associazioni locali, per il "danno causato dal modo strutturalmente carente in cui la Chiesa avrebbe affrontato il problema degli abusi sessuali al suo interno". Ma per i giudici europei, il Vaticano "ha caratteristiche paragonabili a quelle di uno Stato" e pertanto i tribunali belgi hanno avuto il diritto di "dedurre da queste caratteristiche che la Santa Sede era uno ente sovrano straniero, con gli stessi diritti e doveri di uno Stato". Per la Corte, "il totale insuccesso dell'azione dei ricorrenti deriva in realtà" da cattive "scelte procedurali" che costoro "non hanno modificato" nel corso del procedimento "per chiarire e individuare i fatti a sostegno delle loro azioni".

Gli abusi sui minori nella Chiesa francese

La decisione della Cedu arriva a pochi giorni dalla pubblicazione di un rapporto shock sugli abusi sessuali nei confronti di minori avvenuti per sessant'anni all'interno della Chiesa francese, nell'ambito di un'indagine commissionata dagli stessi vescovi a una commissione indipendente. Tra il 1950 e il 2020 i sacerdoti e religiosi coinvolti in atti di pedofilia sono stati tra i 2.900 e i 3.200 e si sono state registrate almeno 216mila vittime (un numero però che sale a 330mila se si prendono in considerazione anche gli abusi perpetrati da funzionari laici come diaconi o insegnanti di catechismo).

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