Domenica, 1 Agosto 2021
Ombre / Ungheria

"Gli smartphone di migliaia di politici e giornalisti spiati col software Pegasus": scoppia il caso

L'ipotesi al centro di un'inchiesta del Washington Post è che una tecnologia israeliana, nota come Pegasus, sia stata usata da diversi paesi per hackerare e spiare migliaia di persone in tutto il mondo attraverso i cellulari: nel mirino politici, giornalisti, attivisti per i diritti umani, manager di primo piano. Orban nega qualsiasi responsabilità

L'inchiesta è stata condotta dal Washington Post e da altri 16 testate giornalistiche. L'ipotesi è che una tecnologia israeliana, nota come Pegasus, sia stata usata da diversi paesi per hackerare e spiare migliaia di persone in tutto il mondo attraverso i cellulari: nel mirino politici, giornalisti, attivisti per i diritti umani, manager di primo piano. Lo afferma l'autorevole quotidiano statunitense sulla base di un'inchiesta condotta con altri media. I telefoni fanno parte di una lista di oltre 50.000 utenze, individuate in paesi "noti per impegnarsi nella sorveglianza dei cittadini e noti anche per essere stati clienti dell'azienda israeliana NSO Group", scrive il Washington Post, facendo riferimento alla società attiva nel settore della 'spyware industry'. Molti numeri sarebbero associati ai cluster di 10 paesi: Azerbaijan, Bahrain, Ungheria, India, Kazakistan, Messico, Marocco. Ruanda, Emirati Arabi.

"Migliaia di politici e giornalisti spiati"

La reazione del primo ministro ungherese Viktor Orban non ha tardato ad arrivare. "In Ungheria, gli organi statali autorizzati a utilizzare strumenti in incognito sono regolarmente monitorati da istituzioni governative e non governative", ha affermato l'ufficio del premier. "Avete fatto le stesse domande ai governi degli Stati Uniti d'America, del Regno Unito, della Germania o della Francia?".

Pegasus è concepito per aggirare le difese degli iPhones e degli smartphone Android. Gli attacchi lasciano pochissime tracce. Le tradizionali misure - password ordinarie e complesse - sono scarsamente utili. Pegasus può insinuarsi rubando foto, registrazioni, dati relativi alla localizzazione, telefonate, password, registri di chiamata, post pubblicati sui social. Il programma può anche attivare telecamera e microfono dello smartphone.

Non sono chiari gli autori materiali della lista o i motivi specifici per cui i soggetti siano stati spiati. Il lavoro svolto da Forbidden Stories, un'organizzazione no profit di base a Parigi, e da Amnesty International è stato determinante per consentire di identificare oltre 1.000 persone spiate in oltre 50 paesi di 4 continenti: spiccano oltre 600 tra politici e figure istituzionali di rilievo. Nella lista, secondo il Washington Post, figurano anche primi ministri. Accanto a loro mnistri, diplomatici, militari. E poi almeno 65 manager, 85 attivisti per i diritti umani, 189 giornalisti. Ci sarebbero anche diversi membri della famiglia reale saudita, nell'elenco che comprende 37 soggetti legati a titolo diverso all'omicidio del giornalista Jamal Khashoggi. Tra i giornalisti, nomi riconducibili a CNN, Associated Press, Voice of America, New York Times, Wall Street Journal, Bloomberg News, Le Mondee, Financial Timese e Al Jazeera.

Pegasus, secondo quanto scrive il Washington Post, sarebbe stato concepito come strumento per monitorare l'attività di terroristi e criminali di rilievo. La società NSO ha giudicato privi di fondamento i risultati dell'inchiesta sottolineando -si legge- che non gestisce il software ceduto ai propri clienti e non "ha elementi" relativi alle specifiche attività di intelligence. "Detto chiaramente -afferma l'azienda- MSO Group è impegnato in una messione di salvataggio e continuerà a svolgerla nonostante tutti i continui tentativi di screditarne l'operato su basi false". La compagnia ha negato ogni coinvolgimento in attività contro Khashoggi e ha aggiunto che "continuerà a indagare" sulla base di tutte "le segnalazioni credibili di abuso" di Pegasus e "adotterà le azioni appropriate sulla base dei risultati di tali indagini". Tali azioni comprendono anche "la chiusura del sistema di clienti" che abbiano agito in modo scorretto: "NSO ha dimostrato di avere la capacità e la volontà di farlo, lo ha fatto più volte in passato e non esiterà a farlo ancora se una situazione lo richiede", la posizione dell'azienda riportata dal WP.

Come funziona Pegasus

Come si fa a spiare uno smartphone? I temi tornano d'attualità con l'inchiesta del Washington Post sull'attività di spionaggio condotta da decine di paesi su migliaia di cellulari, compresi quelli di molti politici, giornalisti, attivisti per i diritti umani, manager. Pegasus è un software concepito per aggirare le difese degli iPhones e degli smartphone Android. Gli attacchi lasciano pochissime tracce. Le tradizionali misure - password ordinarie e complesse - sono scarsamente utili. Pegasus può insinuarsi rubando foto, registrazioni, dati relativi alla localizzazione, telefonate, password, registri di chiamata, post pubblicati sui social. Il programma può anche attivare telecamera e microfono dello smartphone.

Il termine spyiware indica una categoria di software definiti 'malicious', detti anche malware, che puntano a raccogliere informazioni contenute nel device di un altro utente: pc o telefono cellulare finiscono nel mirino. Uno spyware, elaborato con relativa semplicità, sfrutta le lacune della sicurezza del device-obiettivo. Gli spyware più complessi sono in grado di aggirare anche le difese più attente e moderne. Gli spyware 'entrano' nell'apparecchio attraverso un'interazione dell'utente, che potrebbe cliccare su un link ricevuto via email, WhatsApp, social o sms. Spesso si tratta di messaggi che appaiono sospetti e vengono cestinati. Nel caso di Pegasus, è lecito ipotizzare che le 'esche' siano state confezionate in maniera estremamente convincente, tenendo conto anche delle caratteristiche e degli interessi degli utenti presi di mira.

Dal cellulare aggredito vengono sottratti contatti, user name, password, note, documenti, compresi foto e video. I programmi più moderni sono in grado di attivare microfoni e telecamere, senza azionare i sensori e senza mostrare segnali relativi alla registrazione in corso. Gli spyware più moderni assumono il controllo dei device senza apparentemente modificarne il funzionamento: un telefono hackerato si rivela tale solo dopo un esame approfondito condotto da uno specialista.

NSO Group è un'azienda israeliana leader nella produzione di spyware. Pegasus è il suo prodotto di punta, concepito per insinuarsi negli iPhone e negli apparecchi Android. Fondata nel 2010, l'azienda -secondo il Washington Post- vanta clienti in 40 paesi. L'azienda ha uffici in Bulgaria e a Cipro, nel complesso ha 750 dipendenti e lo scorso anno ha registrato un fatturato record di 240 milioni di dollari secondo Moody's. La maggioranza delle azioni appartiene a Novalpina Capital, società finanziaria con sede a Londra.

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