rotate-mobile
Giovedì, 27 Gennaio 2022
Pena di morte / Giappone

Pena di morte: eseguita condanna in Giappone

Le ultime esecuzioni in Giappone risalivano a settembre e dicembre del 2013. Si tratta della nona dal ritorno al potere dei conservatori nel 2012. Amnesty International e Unione europea contro il governo di Tokyo: "Necessario affrontare la criminalità senza ricorrere alla punizione più crudele, disumana e degradante"

Un condannato a morte è stato giustiziato questa mattina in Giappone per impiccagione: si tratta della prima esecuzione di quest'anno nel paese, la nona dal ritorno al potere dei conservatori nel dicembre del 2012. Le ultime esecuzioni in Giappone risalivano a settembre e dicembre del 2013.

Il condannato giustiziato questa mattina è Masanori Kawasaki, 68 anni, giudicato colpevole di un triplice omicidio. "Si è trattato di un caso di assassinio estremamente crudele e l'esecuzione è stata decisa dopo una prudente riflessione", ha provato a giustificarsi il ministro della Giustizia, Sadakazu Tanigaki.

La decisione del nuovo governo conservatore di riprendere le esecuzioni capitali, dopo che erano trascorsi quasi due anni senza esecuzioni, era stata giudicata "un profondo passo indietro" da Amnesty International. "Queste esecuzioni sono un profondo passo indietro e riportano il Giappone in quella minoranza di paesi che usano ancora la pena capitale", aveva dichiarato Catherine Baber, vicedirettrice di Amnesty International per l'Asia e il Pacifico. "Dovrebbe essere responsabilità di chi ha incarichi politici di affrontare la criminalità senza ricorrere alla punizione più crudele, disumana e degradante".

Anche l'Unione europea, attraverso l'Alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Catherine Ashton, aveva condannato il ritorno della pena capitale: "L’Ue ritiene che la pena di morte sia crudele e disumana e che la sua abolizione è essenziale per proteggere la dignità umana. Pur riconoscendo la gravità dei reati ed esprimendo sincere condoglianze alle famiglie dei defunti e agli amici delle vittime, l’Unione europea non crede che la loro perdita sarà mitigata da queste esecuzioni. L’Unione europea è contraria alla pena di morte in tutti i casi e in tutte le circostanze e ha sempre richiesto la sua abolizione universale".

I sondaggi condotti in Giappone mostrano però che l'opinione pubblica è favorevole al sistema. Il governo giapponese rilascia pochi dettagli sulle esecuzioni e i detenuti non vengono informati delle pene pendenti fino a poco prima delle esecuzioni.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Pena di morte: eseguita condanna in Giappone

Today è in caricamento