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Sabato, 22 Gennaio 2022
Visti da Berlino / Germania

Le 400.000 case all'anno per combattere la piaga affitti: l'offensiva di Scholz

"La casa è una delle questioni sociali del nostro tempo" ha detto il neo cancelliere tedesco Olaf Scholz nel suo primo discorso al Bundestag. Ecco il piano del nuovo governo

Il neocancelliere Scholz nel suo primo discorso al Bundestag - il Parlamento tedesco - ha sintetizzato le questioni che il suo nuovo governo affronterà. Un discorso lungo e a tratti noioso quello di Scholz, che tuttavia certamente prova a differenziarsi, anche solo per lo stile, da quelli di Merkel. Poche le novità, ma particolare enfasi su alcuni aspetti. Tra questi, certamente il tema casa, una delle grandi questioni degli ultimi anni e della campagna elettorale.

Questione che ormai interessa le quattro grandi città tedesche con oltre un milione di abitanti (Berlino, Amburgo, Monaco e Colonia) ma anche quelle medie, con prezzi ormai sempre più improponibili per gli affitti – e la Germania è storicamente un paese di affittuari più che di proprietari – ma anche per chi volesse comprare. Su questo Scholz si gioca tanto: per la credibilità del governo e per la tenuta nel suo stesso partito. Il tema casa, ancor più delle questioni legate al lavoro, è quello che ha agitato di più la società tedesca negli ultimi anni. “La casa è una delle questioni sociali del nostro tempo: Case buone e abbordabili costituiscono un bisogno fondamentale, ma per molti cittadini non ci sono sufficienti case a disposizione. Il sogno di una casa nel proprio quartiere resta per molti disatteso”.

A Berlino, tra le città ovviamente più colpite da questi fenomeni, nella SPD la situazione è complicata. Da un lato il “tetto ai fitti”, un complesso sistema che metteva un limite agli affitti e che in effetti quando era entrato in vigore aveva determinato un considerevole risparmio per gli inquilini, è stato dichiarato incostituzionale la scorsa primavera dal Tribunale costituzionale federale. Dall’altro, anche la bocciatura di questa legge della Città Stato di Berlino – governata da una maggioranza di Socialdemocratici, Sinistra radicale e Verdi – ha permesso la vittoria al referendum dello scorso settembre che chiede di espropriare le aziende immobiliari che possiedono oltre3000 appartamenti. Un referendum osteggiato dalla SPD di Scholz e con il quale adesso bisogna fare i conti.

Nel discorso al Bundestag Scholz ha rivendicato di aver creato un ministero ad hoc per questo tema. Lo ha affidato alla sua compagna di partito Saskia Esken, una sua fedelissima, con la quale nel 2019 era candidato alla guida della SPD. La scelta non è casuale: Esken è una pragmatica e dovrà affrontare la questione casa sapendo che essa è stata quasi eliminata dall’agenda della nuova coalizione. Non c’è più la richiesta di una legge federale sul “tetto ai fitti” sul modello berlinese (il Tribunale costituzionale, infatti, aveva bocciato la legge perché è una materia di competenza della federazione e non dei singoli Stati federali o delle Città-Stato come Berlino) e sono scomparsi anche altri interventi normativi per andare incontro agli inquilini, il nuovo governo conferma però fino al 2029 le misure federali per calmierare i prezzi.

Consapevole che la questione non “può essere risolta da oggi al domani”, Scholz ha trovato l’accordo, in particolare con i liberali, proprio su una delle proposte più significative ribadite oggi al Bundestag: grande offensiva sul fronte delle costruzioni di nuove case. “400.000 case in più ogni anno, di queste 100.000 con il sostegno pubblico”, come ha orgogliosamente citato dall’accordo il neocancelliere al Bundestag. Scholz ha promesso anche di consultare i soggetti collettivi, a partire dalle associazioni di inquilini, per capire come reagire in tempi rapidi alla piaga degli affitti che salgono. Previsti anche interventi e sostegni per lavori di ristrutturazione o, meglio, della riqualificazione energetica, ovviamente verde.

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