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Giovedì, 2 Dicembre 2021
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Trump, il piano impossibile da 1.000 miliardi di dollari "per ricostruire gli Usa"

Donald Trump ha promesso un colossale piano economico per ricostruire autostrade, ponti, tunnel, aeroporti, scuole e ospedali che creerà "milioni" di posti di lavoro. Ma sarà molto difficile mantenere la promessa, per due motivi

Un colossale piano da 1.000 miliardi di dollari per ricostruire autostrade, ponti, tunnel, aeroporti, scuole e ospedali che creerà "milioni" di posti di lavoro e che dunque sarà paragonabile alla creazione del sistema autostradale interstatale voluto da Dwight Eisenhower, il 34esimo presidente americano. Lo ha promesso fino allo sfinimento Donald Trump in campagna elettorale e lo ha ribadito nel primo discorso dopo la netta vittoria contro Hillary Clinton. Ma sarà difficile, molto difficile, che Trump riesca a mantenere la promessa. Per due motivi.

Il primo: è vero che i progetti infrastrutturali verranno finanziati con "un debito il cui costo è storicamente basso e con partnership pubblico-privato". Lo ha scritto sul Financial Times Anthony Scaramucci, uno dei consiglieri economici di Trump che insiste nel dire che il piano ridurrà il deficit stimolando la crescita dell'economia. Il punto è che il denaro privato probabilmente non basterà per finanziare il miglioramento di strade, ponti e scali aeroportuali. Perché? Intanto il decadente sistema infrastrutturale d'America non sembra possa essere modernizzato senza l'iniezione di denaro pubblico. E poi i progetti finanziati da privati devono garantire profitti, di certo non raggiungibili con la semplice manutenzione o asfaltatura delle strade.

Il secondo ostacolo che Trump potrebbe incontrare è il Congresso, per quanto sia interamente controllato dal suo partito: quello repubblicano. Gli ottimisti, convinti che un accordo bipartisan sarà trovato, non mancano. Tuttavia il piano di rilancio infrastrutturale di Trump sembra già incontrare resistenze tra i conservatori, gli stessi che hanno bocciato nel 2015 una proposta dell'amministrazione Obama di riorganizzare il sistema tributario delle aziende per generare nuove fonti di ricavi e finanziare così le spese in infrastrutture. Nel dicembre di quell'anno i legislatori hanno trovato una soluzione dell'ultimo minuto dal valore di 305 miliardi di dollari attingendo a un conto di riserva presso la Federal Reserve.

Per ora i mercati hanno scommesso che Trump ce la farà a realizzare il suo piano. O più probabilmente, spiega Askanews, hanno solo cavalcato l'onda del momento rimandando a un altro momento eventuali ripensamenti. Ora il magnate del mattone deve convincere gli investitori a mettere il loro denaro nei progetti infrastrutturali allettandoli con sgravi fiscali pari all'82% del denaro investito. Quanto sarebbe perso in entrate fiscali sarebbe recuperato con nuove tasse provenienti dai lavoratori del settore delle costruzioni e dai contractor; così facendo il governo non spenderebbe un dollaro. Questo discorso però fila soltanto se quei lavoratori assunti per i nuovi progetti saranno stati disoccupati fino a quel momento. Ma con il tasso di disoccupazione al 5,7% in quella categoria professionale, è probabile che gli operai in questione abbiano già un lavoro e per il quale pagano già il dovuto al Fisco Usa.

Proteste anti Trump in molte città Usa (Ansa)

I progetti infrastrutturali in ogni caso sono una necessità per gli Usa. E non solo per motivi di sicurezza ma anche economici. Gli ingegneri civili americani da tempo hanno lanciato un allarme. Se le infrastrutture non verranno modernizzate in tutti gli Stati Uniti entro il 2025,"l'economia perderà quasi 4.000 miliardi di dollari di Pil, risultando in una perdita di 2,5 milioni di posti di lavoro". Lo hanno detto nel rapporto "Failure to act. Closing the infrastructure investment gap for America's economic future" dell'associazione che li rappresenta, l'American Society of Civil Engineers.

La famiglia di Donald Trump

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