Il piano Trump accende il Medio Oriente (mentre in Libia e Siria è ancora guerra)

Il presidente statunitense ha annunciato il suo "piano di pace per il Medio Oriente", 80 pagine già ribattezzate l'accordo del Secolo per lo stato palestinese. Migliaia di persone a Gaza bruciano le immagini di Trump. Di Maio preoccupato per blocco del petrolio libico

proteste a gaza (Foto Ansa/Mohammed Saber)

In diretta l'annuncio del piano per un accordo di pace tra Israele e i palestinesi che prevede il riconoscimento congiunto di Gerusalemme come capitale di Israele e di una capitale del nascente Stato Palestinese denominata Gerusalemme orientale in riferimento al villaggio di Abu Dis in Cisgiordania.

La Giordania ha respinto il piano di pace: il ministro degli Esteri Ayman Safadi, ha detto che Amman è favorevole alla creazione ''di uno Stato palestinese indipendente in base ai confini del 5 giugno del 1967 con Gerusalemme est come sua capitale''. Safadi ha anche sottolineato che esiste una differenza tra Gerusalemme est e la ''Gerusalemme orientale'' a cui ha fatto riferimento Trump indicando Abu Dis, zona che si trova in Cisgiordania e che è fuori dai confini della città santa.

Come riporta l'emittente panaraba al-Arabiya Hamas ha respinto al mittente il piano elaborato da Trump, piano che prevede il disarmo delle fazioni presenti nella Striscia di Gaza governata dal 2006 da Hamas.

La Lega Araba ha annunciato per sabato una riunione urgente. Al Cairo sarà presente anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas.

L'ambasciata degli Stati Uniti in Israele è in stato di allerta per ''gli appelli a manifestazioni a Gerusalemme, in Cisgiordania e a Gaza'' dopo la presentazione del piano di pace per il Medioriente da parte del presidente Donald Trump.

In Libia continue violazioni della tregua

La pace in Libia è ancora molto lontana: l'accordo raggiunto alla conferenza di Berlino per un cessate il fuoco è stato più volte disatteso e in queste ora si sta combattendo una vera e propria battaglia per il controllo dell'aeroporto di Misurata. Le forze fedeli al governo di Tripoli hanno confermato che la difesa aerea ha abbattuto un drone delle forze del generale libico Khalifa Haftar che nei giorni scorsi aveva annunciato l'imposizione di una no-fly-zone sull'area dell'aeroporto che serve la Capitale. 

Capitale che vede la guerra ai proprio confini: due bambini sarebbero morti in un attacco di artiglieria contro alcune abitazioni ad Al-Habda, sobborgo a Sud di Tripoli. 

Il tutto mentre il nostro ministro degli Esteri Luigi Di Maio prova la via del negoziato. Colloqui telefonici sono in corso con il ministro degli Esteri tedesco per intraprendere nuove iniziative in ambito dell'Unione Europea per garantire il rispetto dell'embargo sull'ingresso di armi in Libia, come chiesto dalla conferenza di Berlino.

Di Maio ha poi espresso profonda preoccupazione per le violazioni della tregua, ribadendo il massimo impegno dell'Italia per spingere le parti a ristabilire e rispettare la tregua e a tornare al dialogo, a partire dal prossimo incontro del Comitato militare misto. Il titolare della Farnesina ha infine sottolineato come il blocco prolungato della produzione di petrolio sia inaccettabile e stia creando danni duraturi all'economia del Paese e al popolo libico.

Intanto in Siria...

Non compare più sulle prime pagine dei giornali ma la guerra civile in corso in Siria da più di dieci anni è ad un punto di svolta con un'impressionante offensiva del regime di Damasco contro le controverse milizie ribelli appoggiate dalla Turchia

Le forze del regime di Damasco sono infatti entrate nella città strategica di Maarat Al Numan, roccaforte dei ribelli nel sud della provincia di Idlib nel nordovest della Siria, assediata da ieri. Gli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani hanno confermato che ''le forze del regime sono entrate nella zona occidentale della città'', per la maggior parte deserta dopo mesi di bombardamenti.

Maarat Al Numan si trova sulla strada principale che collega Damasco ad Aleppo ed è il secondo centro urbano per importanza nella provincia di Idlib, l'ultima sacca siriana in mano ai ribelli. 

Il piano di Trump per il Medio Oriente

In questo contesto arriva il discorso del presidente statunitense Donald Trump che ha annunciato il suo "piano di pace per il Medio Oriente" già ribattezzato 'Accordo del Secolo'.

Il piano di 80 pagine è stato presentato in una conferenza stampa congiunta con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Per Trump, l'obiettivo è ''una soluzione a due stati che permetta di fare un grande passo verso la pace''.

Già dal pomeriggio migliaia di persone hanno manifestato a Gaza City bruciando le immagini di Trump e del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e sfilato con cartelli con scritto "la Palestina non è in vendita". Subito dopo l'annuncio di Trump è prevista una riunione dei dirigenti palestinesi a Ramallah alla quale parteciperà anche il movimento islamico palestinese Hamas, che controlla la Striscia di Gaza.

Il piano di pace prevederebbe la nascita in uno "stato palestinese" demilitarizzato e di fatto asservito ad Israele che avrebbe invece notevole concessioni anche territoriali come la sovranità sulle colonie ebraiche della Giudea e della Samaria nella Valle del Giordano.

Secondo il piano di pace Gerusalemme sarà la Capitale di Israele. Al contempo alla Palestina verranno garantiti investimenti per 50 miliardi di dollari e raddoppiati i territori e garantita una continutà territoriale "a condizione che siano raggiunti alcuni requisiti come il rifiuto totale del terrorismo". Un vero colpo ferale per Hamas che tiene il potere a Gaza.

Il piano di Trump prevede che, in questi quattro anni, si fermi la costruzione di nuovi insediamenti israeliani nei Territori occupati, per dare la possibilità alle due parti di negoziare un accordo.

Israele manterrà lo status quo "nelle aree che il piano non prevede diventino parte d'Israele in futuro - ha spiegato il premier israeliano Netanyahu - ma applicherà le sue leggi sulla Valle del Giordano, tutte le comunità ebraiche in Giudea e Samaria e le altre aree che il piano indica come parte d'Israele".

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Nell'infografica realizzata da Centimetri i confini possibili tra Israele e Palestina. ANSA/CENTIMETRI

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