Lunedì, 1 Marzo 2021
Niger

Missionario italiano rapito in Niger: si indaga per terrorismo

Padre Pierluigi Maccalli sarebbe stato rapito da "presunti jihadisti". Sul caso indaga la Procura di Roma per sequestro di persona a scopo di terrorismo

Un missionario italiano, padre Pierluigi Maccalli, "è stato rapito la notte scorsa da presunti jihadisti" in Niger. A darne notizia all'agenzia Fides è stato padre Mauro Armanino, missionario a Niamey, secondo cui da qualche mese la zona in cui è stato rapito il religioso, che fa parte della Società delle missioni africane (Sma), "si trova in stato di urgenza a causa di questa presenza di terroristi provenienti dal Mali e il Burkina Faso".

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indagine per sequestro di persona a scopo di terrorismo in merito al rapimento. L'indagine è affidata al sostituto procuratore Sergio Colaiocco.

Padre Maccalli, originario della diocesi di Crema, già missionario in Costa d’Avorio per vari anni, si trovava nella parrocchia di Bomoanga, diocesi di Niamey. Da tempo mette insieme evangelizzazione e promozione umana e si è occupato di circoncisione e infibulazione delle ragazze: secondo la Fides, potrebbe essere uno dei moventi per il rapimento del missionario, giunto una settimana dopo il suo rientro da un tempo di riposo in Italia.

La missione cattolica dei padri Sma si trova in zona Gourmancé (Sud-Ovest) alla frontiera con il Burkina Faso e a circa 125 km dalla capitale Niamey. Il popolo Gourmancé è interamente dedito alla agricoltura e stimato in questa regione attorno a 30mila abitanti. La missione è presente dagli anni ’90, e i villaggi visitati dai missionari sono più di 20, di cui 12 con piccole comunità cristiane, distanti dalla missione anche oltre 60 km.

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