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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Grecia, bufera sulla polizia: foto ritoccate per nascondere le violenze

La polizia ha pubblicato foto segnaletiche di quattro giovani anarchici ritoccate al computer per nascondere i segni delle violenze. In manette anche il miglior amico di Alexis Grigoropoulos, uccio nel 2008 ad Atene

In Grecia infuriano le polemiche per presunti abusi della polizia su quattro giovani arrestati venerdì scorso durante una rapina. Dopo l'arresto, sarebbero state pubblicate foto ritoccate al computer per nascondere i segni delle percosse sui giovani. Sulle foto segnaletiche infatti, pubblicate sul sito della polizia, sono evidenti interventi al computer per nascondere i maltrattamenti a cui sono stati sottoposti i ragazzi.

Sul caso è stata aperta un’inchiesta. I quattro ragazzi, di età tra i 20 e i 25 anni, erano stati arrestati a Kozani, al nord del paese. Secondo la polizia sull’auto su cui viaggiavano e nel loro appartamento sono state trovate delle armi. I giovani, o almeno alcuni di essi, sono sospettati di appartenere al gruppo anarchico 'Cospirazione delle cellule di fuoco'. Stavano probabilmente preparando una rapina ad una banca.

Il ministro greco dell'ordine pubblico, Nikos Dendias, ha detto che nessuna tortura se provata sarà tollerata e che "la punizione sarà spietata"."Non c'è alcun desiderio di coprire niente e nessuno", ha detto a una tv privata ellenica. In precedenza, il ministero dell'ordine pubblico aveva rilasciato una nota in cui i detenuti venivano descritti come particolarmente pericolosi.

Il gruppo 'Cospirazione delle cellule di fuoco', di cui fanno parte senza dubbio almeno due degli arrestati, ha guadagnato una certa notorietà nel 2010, quando ha rivendicato una serie di attentati alle ambasciate straniere. Un terzo sospetto, la cui foto è stata pubblicata sui giornali lunedi, è Nikos Romanos, 20, descritto come il migliore amico di Alexis Grigoropoulos, il ragazzo ucciso dalla polizia nel dicembre 2008. Romanos, che era presente la notte della sparatoria, proviene da una famiglia di imprenditori di Atene nord. Lunedi lui stesso si è definito un "prigioniero di guerra". La polizia sostiene che le sue impronte digitali erano state trovate in una casa sicura utilizzata dal gruppo 'Cospirazione delle Cellule di Fuoco'.

Grecia, bufera sulla Polizia

Secondo Dendias i ritocchi digitali alle foto segnaletiche degli arrestati hanno una spiegazione: solo in questo modo i sospetti sarebbero stati "riconoscibili al pubblico" e le autorità avrebbero così potuto ricevre informazioni su eventuali nascondigli che avevano usato. Una soffiata anonima ha portato la polizia in una casa sicura affittata da alcuni degli indagati nel sobborgo di Maroussi, ad Atene.

Ma i ritocchi, molto grezzi tra l'altro, utilizzati per attenuare le ferite inferte ai quattro giovani hanno indignato l'opinione pubblica e anche il partito radicale di sinistra Syriza: "Il terrorismo è il nemico della società e della democrazia e va affrontato con decisione - dicono da Syriza - ma la democrazia non deve vendicarsi.  Serve un'inchiesta approfondita". Fonte: The Guardian

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