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Sabato, 4 Dicembre 2021
RUSSIA / Russia

Ex poliziotto condannato a 11 anni di carcere per delitto Politkovskaya

Sul caso Politkovskaya continua però a pesare l'assenza dei mandanti e il totale silenzio delle autorità su questo aspetto

E' stato condannato a 11 anni di colonia penale a duro regime l'ex ufficiale di polizia Dmitry Pavlyuchenkov, dichiarato oggi colpevole di attivo coinvolgimento nell'omicidio della reporter di Novaya Gazeta Anna Politkovskaya, uccisa nell'ascensore di casa sua a Mosca il 7 ottobre 2006.
L'uomo è stato arrestato direttamente nell'aula del tribunale di Mosca che ha emesso la sentenza: fino ad oggi si trovava ai domiciliari. La corte ha stabilito un indennizzo di tre milioni di rubli a favore dei figli della giornalista assassinata, nota per le posizioni particolarmente critiche nei confronti di Vladimir Putin e di tutto il sistema di potere russo. L'omicidio di Politkovskaya resta però ad oggi senza mandanti.

"Per arrivare al recupero ed evitare nuovi atti criminali da parte del condannato è necessario l'isolamento dalla società", ha dichiarato il giudice, che ha descritto il quadro dell'omicidio di Politkovskaya, elencando gli elementi confermati nel corso del processo, anche tramite la confessione e la testimonianza di Pavlyuchenkov.

In particolare, l'organizzatore dell'assassinio ha ricevuto non meno di 150mila dollari e il ruolo dell'ex poliziotto è stato quello di seguire la vittima e comprare le armi. Per tenere d'occhio la giornalista, verificarne abitudini e controllare la zona in cui abitava, Pavlyuchenkov usava automobili della polizia e portava con sè dei sottoposti. Il giudice ha anche accolto la richiesta di indennizzo dei familiari della giornalista, pur abbassando la somma da versare loro a tre milioni di rubli (circa 75mila euro) rispetto ai 10 milioni richiesti.

L'avvocato della famiglia Politkovsky, Anna Stavitskaya, aveva chiesto una condanna alla massima pena prevista, ovvero 13 anni di colonia penale. La procura aveva chiesto 12 anni. Per i legali della difesa, tuttavia, la sentenza è stata troppo dura: avevano invocato una pena con sospensione.

Pavlyuchenkov, reo-confesso, agì nell'ambito di un gruppo d'azione assoldato per l'omicidio della scomoda reporter. Un boss ceceno, Lom-Ali Gaitukayev, è accusato di essere stato l'organizzatore dell'omicidio, reclutando l'ex agente condannato oggi e gli esecutori: tre fratelli ceceni, Rustam, Ibrahim e Zhabrail Makhmudov. Il primo di questi tre è in carcere, gli altri due sono nuovamente sotto processo dopo che la Corte suprema russa ha chiesto la riapertura del caso, annullando l'assoluzione con cui si era concluso nel 2009 un primo procedimento.

Trovati i manovali dell'assassinio, però, sul caso Politkovskaya continua a pesare l'assenza dei mandanti e il totale silenzio delle autorità su questo aspetto. "Dati gli ostacoli nell'identificazione del mandante, è chiaro che questo fa parte di un circolo di persone intoccabili nella Federazione russa", ha dichiarato Dmitri Muratov, direttore del giornale per cui lavorava Anna Politkovskaya. Sulla morte della giornalista uccisa il giorno del compleanno di Putin, il 7 ottobre, secondo Muratov regna "un tabù politico".

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