Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Sfrattati" per far posto ai turisti: dall'Australia al Perù, il dramma degli indios

Nel nuovo rapporto di Oxfam emerge come circa il 60 per cento degli accordi terrieri degli ultimi anni abbia sottratto terre comuni ai popoli che la abitano. "In milioni sono stati costretti con la forza a lasciare la propria casa per far posto ad alberghi e resort"

ROMA - Il diritto alla terra per gran parte dei popoli indigeni e delle comunità di piccoli agricoltori è sempre più un miraggio: un nuovo rapporto di Oxfam, presentato a Terra Madre, rivela che circa il 60% degli accordi terrieri degli ultimi 16 anni ha sottratto terre comuni ai popoli che le abitano. In milioni sono stati costretti con la forza a lasciare la propria casa, mentre in tutto il mondo è stata registrata la messa in vendita di un'estensione di terra pari alla Germania.

POPOLI INDIGENI SOTTO ATTACCO - Il 75% delle oltre 1.500 transazioni fondiarie, indagate negli ultimi 16 anni, riguarda contratti relativi a progetti già in fase di realizzazione; ma il dato più preoccupante per Oxfam è che il 59% di queste riguarda terre comuni rivendicate da popoli indigeni e comunità di piccoli agricoltori, la cui titolarità alla terra è scarsamente riconosciuta dai governi. Solo in rari casi si è stabilito un dialogo preventivo con le comunità, mentre più spesso si è fatto ricorso alla violenza estrema che ha portato a omicidi e sfratti indiscriminati in moltissimi villaggi. Una prassi che, dalle osservazioni sul campo, sembra diventare la norma.

"ETNOCIDIO IN CORSO" - "Stiamo entrando in una fase nuova della corsa globale alla terra, più pericolosa - ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia - la frenetica compravendita di milioni di ettari di foreste, coste e terreni coltivati, in molti paesi poveri, porta a omicidi e sfratti delle popolazioni indigene. Un vero e proprio etnocidio. Gli accordi e i progetti realizzati sulla terra che viene accaparrata avvengono nel totale disprezzo del consenso delle comunità locali che lì vivono da sempre. Occorre intervenire con urgenza in questo quadro destinato a generare conflitti sempre più sanguinosi".

APPELLO PER GLI INDIOS - Sono 2,5 miliardi le persone appartenenti ai popoli indigeni che abitano più di metà della Terra, ma formalmente sono riconosciuti titoli di proprietà soltanto a un quinto di essa.

Privare milioni di persone della terra su cui hanno vissuto per intere generazioni rappresenta un attacco alla loro identità culturale, oltre che alla loro dignità e alla loro sicurezza salvaguardare il loro diritto alla terra è essenziale per affrontare in maniera decisa il problema della fame, della disuguaglianza e del cambiamento climatico. Per questo motivo è necessario che i governi se ne facciano carico il prima possibile.

I CASI PIU' GRAVI - Nel rapporto vengono analizzati sei casi in cui le popolazioni hanno visto la loro vita sconvolta da sfratti e violenze.

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