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Sabato, 2 Marzo 2024
Il nuovo #metoo / Francia

Lo scandalo che ha travolto il porno francese

Più di quaranta attrici si sono dette vittime di presunti stupri e abusi e si sono costituite parte civili in un processo che potrebbe diventare il nuovo "me too"

La Francia è stata travolta da uno scandalo riguardante il mondo della pornografia che rischia di trasformarsi in un nuovo #metoo. Come riportato dai media locali, quattro uomini sono stati arrestati e messi sotto custodia per traffico di esseri umani aggravato, stupro di gruppo e sfruttamento della prostituzione. Due dei tre, in particolare, sono i produttori della piattaforma online "French Bukkake" indagati da ottobre 2020.

Secondo gli inquirenti, in cambio della sottoscrizione di abbonamenti gli uomini organizzavano regolarmente per i propri clienti sessioni di rapporti sessuali di gruppo con alcune attrici. Si trattava in genere di donne dalle difficili condizioni economiche contattate online sotto falsa identità - spacciandosi per una presunta alleata di nome "Arlette" - e convinte in un primo momento prostituirsi. Una volta offerta una prestazione sessuale, le vittime non venivano pagate e "Arlette" entrava di nuovo in scena proponendo alle vittime, come riparazione, di girare dei video hard altamente remunerativi destinati al Canada. Video che però, alla fine, sono stati resi accessibili anche in Francia, dando inizio alle denunce e allo scandalo.

Più di quaranta vittime si sono costituite parte civili, a cui si aggiungono alcune associazioni. Una fonte vicina al dossier ha indicato che gli arresti di martedì saranno gli ultimi prima di un potenziale processo nel 2024.

Il settore è però sotto osservazione della giustizia già da prima del caso "French Bukkake". Nel luglio 2020, dopo le rivelazioni da parte di diverse donne su presunte violenze imposte durante le riprese, è stata infatti aperta un'indagine sul sito per adulti "Jacquie et Michel", pilastro dell'industria pornografica amatoriale francese, che ha portato nello scorso giugno a incriminare quattro uomini - tra i quali il fondatore, Michel Piron - per sfruttamento della prostituzione, tratta di esseri umani in banda organizzata, stupro con tortura e atto di barbarie.

La delegazione del Senato per i diritti delle donne presenterà in giornata un rapporto che promette di sollevare un polverone. Secondo Franceinfo, la relazione del Senato conclude che "l'industria del porno francese genera violenze sistemiche contro le donne". In particolare "il 90 per cento delle scene di sesso comporta violenze, visiche e verbali, e perpetua stereotipi misogini, razzisti, lesbofobici e ipersessualizzati". Non solo. Nelle pagine si sottolinea che "il modus operandi nel campo del porno è sempre lo stesso. Vengono scelte donne molto giovani, precarie e psicologicamente fragili, le quali vengono stuprate una prima volta per essere di conseguenza sottomesse".

Una parte del rapporto deplora poi l'approccio dell'industria pornografica al diritto all'oblio delle attrici e l'atteggiamento dei produttori che "spingono le donne a firmare contratti che sottraggono loro il diritto all'immagine a tempo illimitato" e che, in caso di richiesta di cancellazione dei video da parte delle dirette interessate, pretendono un compenso dieci volte superiore alla retribuzione riconosciuta per le scene girate.

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