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Sabato, 20 Aprile 2024
Premio Nobel

Nobel per la Pace a Malala e Satyarthi

Premiati la studentessa pakistana, da oggi la più giovane vincitrice di un Nobel per la Pace, e l'attivista indiano impegnato nella lotta per i diritti dei bambini del suo Paese

ROMA - Vincono i diritti. Vince l'impegno sociale. E, per la prima volta nella storia, vince una ragazzina. Il Nobel per la Pace 2014 è stato assegnato a Malala Yousafzai, la diciassettenne studentessa e attivista pakistana e da oggi la più giovane vincitrice di un Nobel, e a Kailash Satyarthi, l'indiano impegnato da sempre nella lotta per i diritti dei bambini del suo Paese. 

Nel dare l’annuncio, il Comitato per i Nobel ha riconosciuto ai due vincitori la loro "lotta contro la repressione dei bambini e dei giovani e per i diritti di tutti i bambini all’istruzione". Satyarthi, attivo dagli anni novanta nella lotta contro lo sfruttamento del lavoro minorile, ha portato avanti la tradizione del Mahatma Gandhi e ha attuato diverse forme di proteste pacifiche, "concentrandosi sul grave sfruttamento dei bambini per scopi economici". 

Vite molto simili quelle di Malala e Satyarthi, spese interamente per il diritto all'istruzione e alla libertà dei più piccoli e delle donne. "Non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola. Tutto ciò che voglio è istruzione. E non ho paura di nessuno" è una delle frasi più celebri della giovane pakistana, divenuta famosa per aver denunciato - con un blog sulla Bbc - il regime dei talebani pakistani. 

Il 9 ottobre 2012 Malala era stata gravemente ferita alla testa e al collo da uomini armati saliti a bordo del pullman scolastico su cui lei tornava a casa da scuola. Ricoverata nell'ospedale militare di Peshawar, era sopravvissuta all'attentato dopo la rimozione chirurgica dei proiettili. L'attentato era stato rivendicato proprio dai talebani pakistani che vedevano nella ragazzina "il simbolo degli infedeli e dell'oscenità. 

Simbolo della lotta per un'infanzia "giusta", è invece diventato nel corso della sua vita, il sessantenne Kailash Satyarthi. L'indiano si è impegnato attivamente sin dagli anni novanta nel suo movimento contro il lavoro minorile. Da allora la sua organizzazione ha liberato ottantamila bambini da varie forme di schiavitù ed è riuscita a reintegrare e riabilitare i ragazzini alla società.  

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