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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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Presidenziali Usa, da Kennedy a Bush: 50 anni di dibattiti televisivi

Era il 1960 quando, per la prima volta, i due candidati alla Casa Bianca si sfidarono in diretta Tv. Quel giorno ha fatto storia e, tra gaffe e humor, ha insegnato che le telecamere non perdonano

Sono passati 52 anni da quando i due candidati alla Casa Bianca si sfidarono nel primo dibattito televisivo nella storia degli Stati Uniti.

Nixon contro Kennedy - Era il 1960, e davanti alle telecamere si trovavano il democratico John Kennedy e il repubblicano Richard Nixon.  Coloro che seguirono il dibattito via radio non notarono una grande differenza tra i due (anzi, probabilmente il vicepresidente appariva più convincente), ma i 40 milioni di cittadini statunitensi che guardarono il programma poterono assistere alla caduta di Nixon. Dopo solo 15 minuti il vicepresidente iniziò a sudare e a mostrarsi innervosito, un atteggiamento che non poteva che mettere in risalto il giovane Kennedy, che appariva rilassato e a suo agio. Un uomo con la stoffa per diventare presidente. 

"Un incontro di box" - Quel dibattito ha fatto storia ed ha mostrato la potenza della televisione, in grado di catapultare i due candidati nei salotti di milioni di case americane. “E' un po' come un incontro di box – spiega la storica Doris Kearns Goodwin alla Cnn – si possono avere delle rivelazioni sul carattere, sul temperamento, sullo humor, sulla rabbia, e durante questi faccia a faccia puoi avere delle sensazioni su queste persone che nessuno può prevedere”. 

La sconfitta di Nixon ha fatto storia, e per sedici anni nessun politico si è più azzardato a partecipare ad un dibattito televisivo. E' difficile infatti che gli elettori perdonino le gaffe commesse davanti alle telecamere.

Ford contro Carter - Ne sa qualcosa Gerald Ford, che nel suo incontro televisivo con Jimmy Carter nel 1976 arrivò a dichiarare che non c'era nessuna “dominazione sovietica in Europa orientale”, un'affermazione che lasciò di sasso lo stesso giornalista. 

Carter contro Reagan - Anche Jimmy Carter, uscito vittorioso dalle elezioni del 1976, ha dovuto abbassare la testa nel dibattito del 1980. Contro di lui c'era Ronald Reagan, un attore di Hollywood che davanti alle telecamere sapeva muoversi meglio di qualunque altro politico, tanto da riuscire a punzecchiare il suo avversario fino a farlo innervosire. “State meglio ora rispetto a quattro anni fa?” chiese il candidato repubblicano agli elettori, guardando fisso in camera. La risposta fu “no”, e Carter lasciò la Casa Bianca. 

Reagan contro Mondale - Quattro anni dopo Reagan riuscì ad avere la meglio anche su Walter Mondale. L'ex attore di Hollywood, con i suoi 74 anni, era il candidato più anziano ad aver mai partecipato alla corsa presidenziale. Quando gli venne chiesto se viveva questa situazione come un problema Reagan, che stava iniziando a perdere colpi, rispose però con il suo solito humor: “Non voglio fare dell'età un tema di questa campagna. Non voglio sfruttare per fini politici la giovinezza e l'inesperienza del mio avversario”. Il presidente mostrò di avere ancora delle frecce al suo arco, e Mondale venne messo al tappeto. 

Bush senior contro Dukakis - Nel 1988 George Bush senior si trovò di fronte al candidato democratico Michael Dukakis, fiero oppositore della pena di morte, e gli chiese se tragedie come lo stupro e l'uccisione della moglie gli avrebbero fatto cambiare idea. La risposta fu “no” e gli statunitensi, più che rimanere impressionati dalla sua coerenza, rimasero sbalorditi da un uomo che poi è stato definito insensibile, decidendo di non votare per lui. 

Bush junior contro Gore - Per conquistare i voti e le simpatie dell'elettorato americano non basta mostrarsi vincenti e sicuri di sé. Lo sa bene Al Gore, che nel dibattito del 2000 contro George W. Bush si mostrò troppo annoiato per risultare simpatico, sbuffando e alzando gli occhi al cielo. Forse la sua intenzione era quella di sminuire le affermazioni dell'avversario, ma invece l'effetto fu opposto: anche se le sue risposte risultavano essere più convincenti di quelle di Bush, agli occhi degli elettori apparve come il primo della classe, bravo e preparato, ma certo non simpatico. Le elezioni del 2000 vennero però ricordate anche per le critiche lanciate contro Bush, accusato di brogli elettorali. Ma questa è un'altra storia. 

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