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Sabato, 29 Gennaio 2022
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Islanda, in tribunale i manager della grande banca fallita

Saranno ufficialmente accusati dalla Corte distrettuale di Reykjavik per aver favorito con le loro azioni il collasso finanziario dell'istituto durante la tempesta finanziaria del 2008

L’Islanda porta in tribunale i manager di quella che in passato era la più grande e florida banca dell'isola.

Tra meno di un mese l’ex amministratore delegato, Heidar Mar Sigurdsson, e altri otto ex dipendenti della Kaupthing saranno ufficialmente accusati dalla Corte distrettuale di Reykjavik per aver favorito il collasso finanziario dell’istituto durante la tempesta finanziaria del 2008.

Sigurdsson è stato fino al 2008 ceo della Kaupthing Bank, il più grande isitituto di credito dell'Islanda nazionalizzato dall'Autorità per la Supervisione Finanziaria del paese nel pieno della cirsi finanziaria. L'accusa di aver manipolato il prezzo delle azioni della banca è molto pesante. Il procuratore speciale Olafur Thor Hauksson ha specificato che Heidar Mar Sigurdsson e altri otto dipendenti della Kaupthing saranno ufficialmente accusati dalla Corte distrettuale di Reykjavik per aver favorito con le loro azioni il collasso finanziario dell'istituto durante la tempesta finanziaria del 2008.

L'isola che ha lasciato affondare le banche è in crescita

La giustizia islandese si occuperà anche della Landsbanki: le stesse accuse verranno infatti ufficializzae a sei ex dirigenti del secondo istituto bancario finlandese incluso il ceo di allora, Sigurjon Th. Arnason. Un anno fa l'ex primo ministro di Reykjavik Geir Haarde è diventato il primo politico giudicato colpevole di non aver fatto il necessario per proteggere il suo Paese, sull'orlo della bancarotta dopo il collasso del settore bancario dovuto al fallimento della Lehman Brothers.

Si preannuncia un processo lunghissimo, durante il quale gli imputati si dovranno difendere dalle accuse di frode e di aver manipolato il prezzo delle azioni della banca. I quotidiani islandesi sostengono che manovre simili hanno interessato anche altre banche di primo piano. Una vicenda che all’epoca aveva scatenato la rabbia dei risparmiatori. All'epoca il governo islandese aveva deciso di chiudere le banche piuttosto che tentare un salvataggio che sarebbe stato "troppo oneroso" per il paese.

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